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Quartieri Spagnoli: la bellezza, oltre i pregiudizi

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La storia di una città passa attraverso le sue strade.Nel cuore di Napoli, ad esempio, troviamo i Quartieri Spagnoli, segno tangibile del passaggio dei Borboni.

Quando si parla di quest’area della città partenopea ci si riferisce in particolare ai quartieri San Ferdinando, Avvocata e Montecalvario. Quest’ultimi sorgono intorno al XVI secolo per accogliere i militari spagnoli. Come si legge su Wikipedia i Quartieri non hanno avuto vita facile, fin dalla loro nascita, infatti, presentarono fenomeni di criminalità e soprattutto prostituzione, legata alla continua ricerca di “divertimento” da parte dei soldati spagnoli e nonostante l’emanazione di alcune apposite leggi la situazione non cambiò di molto. Dal sedicesimo secolo ad oggi di cose ne sono cambiate, oggi ad esempio i quartieri pullulano di turisti, in primis per la storia intrinseca in ogni vicolo, ma anche per varie attrazioni, fra cui le opere di Street Art.

Eppure i pregiudizi sono duri a muri, anche fra concittadini, come testimonia la storia di Gennaro Giugliano. Quest’ultimo, residente di Montecalvario l’anno scorso ha portato come argomento principale all’esame di maturità proprio il suo quartiere, attraverso un video amatoriale, dopo che una professoressa in classe ne aveva parlato negativamente. Il video a distanza di un anno è ancora molto attivo su Facebook, probabilmente per la sua genuinità, tant’è che vanta oltre cento mila visualizzazioni.

L'ho fatto a modo mio , ti ho dimostrato che quello che dici vale poco ….. ciao prof . #Maturità #Montecalvario

Posted by Gennaro Giugliano on Monday, July 2, 2018

‘’Parlano ma nun sanno niente
Da casa mia
Storia che parla e nu regno
È a casa mia’’
Livio Cori – A Casa Mia

Come scritto nei righi precedenti la Street Art è un’attrazione importante dei Quartieri. Agli inizi degli anni 2000 con Cyop & Kaf, quest’area inizia ad assumere un aspetto diverso, dopo che quest’ultimi (di fatto anticipando un processo oggi attualissimo in città) hanno utilizzato la loro arte per riqualificazione artisticamente il quartiere. Aiutati dai residenti, grandi e piccini, Cyop & Kaf hanno dipinto di tutto per un totale di circa 200 opere, consultabili anche attraverso una mappa online oltre che attraverso il libro QS –Quore Spinato (non è un errore, QS come Quartieri Spagnoli).

In realtà, prima di Cyop & Kaf, con l’intento di celebrare il secondo scudetto del Napoli c’è stato Mario Filardi. Suo è il celebre Maradona (ristrutturato poi da Salvatore Iodice) e tanti altri piccoli murales da scovare nei vicoli.
Oggi quest’area di Napoli è ricca di arte urbana, di fianco a Maradona in Via Emanuele De Deo troviamo Iside di Bosoletti. Presso l’ex Palzzetto Urban, invece, troviamo Ipazia di MP5 e La Tarantina di Vittorio Valente, due opere davvero importanti, situate in una location ad hoc. L’ex Palazzetto Urban, infatti, è un edificio dedicato al sostegno delle donne, non è un caso quindi che al suo ingresso oggi troviamo una figura importante come quella di Ipazia.
Dal centro di Quartieri verso la Pignasecca, invece, troviamo il volto di Mattia un bimbo che ha sofferto sin dalla nascita di una rara malattia chiamata Sindrome di Sandhoff, realizzato da Diavù, ed all’uscita della stazione di Montesanto gli omaggi a grandi figura partenopee di Roxy in The Box.
Meno imponenti, ma comunque che non passano sott’occhio sono i tanti poster ritraenti Maradona di San Spiga, oppure i ritratti di Massimo Troisi, Pino Daniele e Totò di Leone Peretti e tante altre piccole opere.

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Importante per la realizzazione di molte di queste opere (Bosoletti e San Spiga, ad esempio) è stato l’intervento di Salvatore Iodice, falegname e artista, da tempo impegnato sul territorio per valorizzare la città attraverso l’arte e l’artigianato con il suo progetto Miniera.

Dunque la realtà è un’altra, a cavallo fra notizie di cronaca ed arte e turismo, ma d’altronde in un barattolo di vernice bianca uno schizzo nero si nota di più.

Daniele Carrano

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