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Il rap è machista? La storia cambia

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Quando in termini molto generici si parla di musica rap ed hip hop si è soliti affermare si tratti di musica maschilista e machista , poichè la musica non è altro che il riflesso della società a cui appartiene, non è atipico quindi per alcuni sostenere che il rap non possa essere fatto dalle donne o che un uomo non possa mostrarsi sensibile, giusto per fare due semplice esempi.

Inoltre quando si parla di Rap si è soliti pensare alla sua sfumatura gangster, sfumatura in cui è piuttosto controproducente mostrarsi fragile. Eppure storicamente ci sono stati vari esempi di donne brave a rappare e di uomini pronti a mettersi a nudo. Tutt’oggi durante una serata Hip Hop è possibile ascoltare Bloy Your Mind di Eve e Gwen Stefani, svariati sono artisti -uomini- e brani che parlano di sentimenti: Hey Lover di LL Cool J (fra le prime) piuttosto che Dear Mama di Tupac. Ogni tabù è fatto per essere distrutto e fra questi, negli ultimi anni troviamo la propria sessualità. La società lentamente sembra iniziare a capire quanto sia importante rispettare la diversità del singolo. Prendendo, ancora, come riferimento gli USA solo dal 2015 sono legali i matrimoni fra coppie omosessuali.
Questa accettazione si sta diffondendo anche nella musica Hip Hop, proprio perchè, come detto prima, musica e società vanno a braccetto, sebbene il genere nasca da una minoranza e da persone che dovrebbero conoscere il sapore della discriminazione e un suo motto storico recita:

”peace, love, unity and having fun”

Eppure nel 2013 Snoop Dogg sulle pagine del Guardian ebbe qualche dubbio circa i rapper omossesuali, restando nello stereotipo di genere mascolino:

“Frank Ocean ain’t no rapper. He’s a singer. It’s acceptable in the singing world, but in the rap world I don’t know if it will ever be acceptable because rap is so masculine.”

La storia è un’altra ed è soprattutto storia contemporanea. Il mondo va avanti, sempre, magari a rilento, ma comunque avanza, nonostante i paletti imposti da una società conservatrice. Negli Stati Uniti d’America, ad esempio, risulta sempre più difficile parlare di rap femminile come un genere a sé visti i numeri di Cardi B o Nicky Minaj. Sempre oltre oceano è stata abbattuta la barriera fra gay e rap. In primis Frank Ocean, per il grande pubblico, poi Tyler The Creator che prima rappava utilizzando termini offensivi e poi si è dichiarato bisessuale (in  I Ain’t Got Time! ), fino all’ultima grande novità nella musica d’oltre oceano Kevin Abstract. Seppur tutti questi artisti cavalchino le onde di più generi musicali provengono tutti dal Hip Hop e sono l’esempio lampante di come la vita privata, i propri gusti, non sono e non devono essere dei limiti.

A quest’ultimi bisogna poi affiancare anche altri artisti, non dichiaratamente gay, ma che hanno fatto del loro immaginario ambiguo un punto di forza: Aminè per alcuni suoi testi, piuttosto che Young Thug per i vestiti da donna.
Oltre oceano, nonostante Trump e i suoi ideali conservatori, la libertà sembra finalmente regnare, chissà quando toccherà all’Italia, dove l’unico esempio lo troviamo nell’underground con Mc Nill.

”Why you always rap about bein’ gay?
Cause not enough niggas rappin’ be gay
Where I come from niggas get called “faggot” and killed
So I’ma get head from a nigga right here”
Kevin Abstract – Junky

Daniele Carrano

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Flâneur