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Jorit: iper-realismo ed attivismo

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Jorit Agoch è uno street artist napoletano, facente parte della storica crew napoletana KTM.

Partito con i graffiti, sui muri ed i treni (a Napoli è ancora possibile trovare la sua firma) Jorit è riuscito a realizzare il murale più grande del mondo, nella sua Napoli al Centro Direzionale.
La sua carriera da artista inizia nei primi anni 2000, anni in cui si concentra prettamente ai graffiti, riuscendo ad attirare l’attenzione anche delle istituzioni artistiche, esponendo al MACRO di Roma, a Berlino e a Londra.
La gavetta di Jorit oltre ai graffiti è fatta di tanti ritratti, in particolare, ai rapper campani, come i membri de La Famiglia (sempre KTM crew), Nto, Uomidisu, Clementino e non solo.

Da qui il trampolino di lancio che a partire dal 2014 lo porterà legalmente nelle strade della sua città. Per il trentennale della scomparsa di Eduardo De Filippo, infatti, Jorit viene chiamato dal Comune di Napoli e da INWARD osservatorio sulla creatività urbana per omaggiare, attraverso tre ritratti sulle saracinesche del teatro San Ferdinando, una figura importante della cultura napoletana ed italiana. L’anno successivo toccherà a Gennaro, probabilmente la sua opera più famosa, situata a pochi passi dal Duomo di Napoli.

Ad oggi le opere di Jorit nella città di Napoli e dintorni sono tante, tante da non bastare due mani per contarle: i quattro ritratti nel bronx di San Giovanni a Teduccio, Ilaria Cucchi, Davide, Ael al Parco Merola, Antonio Cardarelli, i due ritratti al’uscita della stazione di Scampia, …
L’ultimo è in dirittura d’arrivo, proprio in questi giorni. Si tratta del murale più grande del mondo, realizzato per le Universiadi su di una superficie di oltre 100 metri su di un grattacielo al Cento Direzionale, sulla quale sono stati realizzati 5 volti, 5 sportivi campani (Patrizio Oliva, Carmelo Imbriani, Antonietta de Martino, Nando De Napoli e Nando Gentile).

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La sua arte è spesso accompagnata da un messaggio sociale e politico, sia per i soggetti scelti che per i dettagli nascosti nelle opere. Jorit è pronto a metterci la faccia in quello che fa, anche letteralmente dato che dopo i primi anni col volto coperto ora spesso utilizza il suo Instagram con la fotocamera interna del telefono.
Jorit è pronto a metterci la faccia, tanto da ritrovarsi in carcere in Cisgiordania per aver omaggiato l’attivista palestinese Ahed Tamini.

I ritratti iper realistici di Jorit, inoltre, hanno un segno distintivo, segno che l’artista è solito mettere alle sue opere più importanti: due strisce di colore rosso. Quelle che, con uno sguardo disattento, possono sembrare delle cicatrici, in realtà rappresentano il simbolo di appartenenza alla tribù umana ideata dall’artista; perché siamo tutti umani ed in quanto tali uguali.

Daniele Carrano

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