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In Italia l’urban c’è ed è donna

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C’è uno spettro che aleggia sulla testa di tutti coloro che nella propria carriera in italia hanno fatto musica urban: l’essere il fac-simile di una controparte statunitense.
“Copie degli Americani” recitava una provocatoria maglietta indossata dai Co’sang, l’assenza di una vera cultura black doveva per forza ricondurre le movenze, gli outfit, il modo di essere ad una difficile identificazione del fenomeno Hip Hop ITALIA.

In questo enorme paragone costante, non sono mai rientrate le donne dell’Hip Hop italiano.
Per meriti o per demeriti? Molto più probabilmente per la diversa cultura femminile del nostro paese rispetto all’america. Figure leggendarie come Mina, Mia Martina, Ornella Vanoni sono riuscite ad inglobare platee di diversa estrazione sociale.

Mentre a New York la nuova generazione scalpitava per togliere dall’auto di famiglia il CD delle Diva’s per inserirci quello di Missy Elliot, in Italia c’è voluto del tempo affinchè Mina collaborarasse con Mondo Marcio, Elisa con Rkomi e Dolcenera suona il piano con Lazza (provocando brividi,ndr), per arrivare ai giorni odierni.

”Come posso dire che è un mestiere se in questo ufficio non ci sono colleghe?” (Ghemon – Prima di Partire)

La donna urban in italia oggi c’è e non fa ritornelli, non rappa, non balla nei video mezza nuda.
Fa tutto questo e niente di tutto questo, perchè anche se a fatica, si è ritagliata una figura assolutamente inedita.
La distanza tra Giuni Russo e Priestess è minore di quanto si possa pensare, DaBlonde o la Madame non hanno una sosia americana e Donix si muove agilmente tra un collettivo rap e dei singoli molto più melodici.

Proprio di quest’ultima vi consigliamo l’ascolto di 2:13

Video è in uscita il 27 Maggio.