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Clementino, fra buio e voglia di divertirsi

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Il 3 maggio 2019 è uscito in tutti i digital store e negozi di musica il nuovo album di Clementino: Tarantelle.

Questo nuovo album significa molto per il rapper partenopeo sia per quanto accaduto negli ultimi anni nella sua sfera privata, come ha dichiarato e raccontato nel disco, sia per la sua posizione all’interno del rapgame. Tutti più o meno conosciamo Clementino, partito dalle gare di freestyle, facendosi sempre notare e vincendo tutto ciò che si poteva vincere, fino al palco di Sanremo, per ben due volte, ricevendo anche la benedizione da Pino Daniele. Si può tranquillamente dire che Clementino con O’Vient è riuscito a sdoganare il rap napoletano per il grande pubblico, riuscendo a riposizionare Napoli sulla mappa. Nel frattempo il rap è cambiato e nonostante tanti traguardi importanti Clementino è iniziato a scomparire dai radar. Un’esempio è Vulcano, album del 2017 passato abbastanza in sordina, forse non all’altezza del momento, forse un album sbagliato.
Clementino resta un’icona del genere, eppure qualcosa è cambiato.
Complice, probabilmente, l’affermarsi e l’emergere di altri artisti suoi concittadini, fra cui un dissing velato (ma non troppo) con uno di essi.

Tarantelle sarà in grado di far riconquistare a Clementino il pubblico, Napoli e il rapgame?
Indubbiamente da un punto di vista di marketing e di comunicazione Clementino ha avuto ben chiare le idee per la promozione del nuovo album, in primis con Ghandi, primo  singolo e brano con cui si apre il disco. Il ritorno della Iena è rabbioso, il rapper mette subito le cose in chiaro, ricordando chi è e dimostrando quanta fame ora abbia, promettendo però di mostrarsi calmo fuori.

”Sono Gandhi fuori e vafammoc dentro”

Contemporaneamente il rapper partenopeo ha scelto di mettersi a nudo davanti le telecamere di Fanpage per approfondire un discorso che era già emerso in precedenza: la tossicodipendenza e la vita in comunità.
Con queste premesse Tarantelle prometteva bene, soprattutto se inquadrato in un contesto più ampio da Clash di Ensi fino all’ultimo album di Jay Z, i rapper sono cresciuti e si mettono a nudo, anche i più simpatici o duri.
Tarantelle non è quel tipo di album, non solo.
Clementino ha superato il suo periodo buio ed ora ha voglia di divertirsi, di fare i live. Questo è quanto emerge ascoltando Tarantelle. Quest’ultimo è equamente diviso fra queste due dimensioni.
Del periodo buio se ne parla in brani come Ad un palmo dal cielo, Diario di bordo, Tarantelle oppure Freddo e La mia follia. In particolare in questi ultimi tre, musicalmente parlando, Clementino è molto a suo agio, ha un sound tutto suo, che andrebbe approfondito !
Immancabile (ma di cui si potrebbe tranquillamente fare a meno dopo tanti brani ed hit al riguardo) come tematica l’erba, che si alterna a tanto rap serrato e punchlines su brani con sonorità abbastanza moderne, ma sulle qualità Clementino non sembra a suo agio, come magari lo era nei brani sopra citati o su sonorità classiche o ancora funky ascoltate in passato.

Se Tarantelle potrà riportare Clementino al posto che merita lo dirà il tempo; sicuramente si tratta di un prodotto più valido del precedente e sicuramente nei live ci sarà da divertirsi, d’altronde è il rapper più forte dal vivo come ha dichiarato in un brano (provare per credere).

”Il rapper più forte in Italia dal vivo” (Clementino ft Nayt – Hola)

Daniele Carrano

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