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A Napoli è tornata la dominazione spagnola

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Nel 1535 a Napoli Juan De Valdes scriveva ”Dialogo de la le Lengua”, primo libro in cui relazionare la lingua spagnola con il toscano/italiano e primo libro scritto oltre la penisola-iberica da uno spagnolo.
In quel momento, in Europa, l’italiano era la lingua di prestigio e per tanto una lingua appena formatasi come lo spagnolo ne traeva ispirazione. Juan De Valdes era un umanista, nato nella penisola iberica e trasferitosi a Napoli nel 1535, dopo che la città passò sotto il dominio dei Borboni, un dominio che durerà fino al 1700.
Chiaramente nella città partenopea, oggi, troviamo segni indelebili del passaggio dei Borboni, il passato spagnolo della città lo si avverte tutt’ora.

Il legame fra Spagna e Napoli è un legame storico e duraturo; detto ciò, però ad oggi, bisogna tener conto anche di altri fattori, più moderni.
Negli ultimi anni si è rafforzata la potenza della cultura spagnola/latina, dalla filmografia attraverso Narcos o La Casa de Papel e fino alla musica con il successo della traplatina, con Bad Bunny  ad esempio.
Per tanto, in un momento in cui la lingua spagnola ha più fascino di tutto a Napoli non poteva non riemergere una connessione storica.

 

Non è un caso dunque che un successo mondiale come Te Botè a Napoli venga reinterpretato da un un emergente, Bl4ir, raggiungendo (ad oggi) 24 milioni di visualizzazione su Youtube.

Te Boté italian remix di Bl4ir, involontariamente, ha riportato in auge una stretta relazione fra la città partenopea ed il mondo latino, una relazione che anche ben prima della trap latina riusciva a sopravvivere, si pensi ad El Señor di Clementino o di tutt’altro genere e periodo, Mon Amour di Gigi D’alessio.
Non è un caso dunque che la trap latina a Napoli spopoli e che Ivan Granatino abbiamo scelto proprio Bl4ir per il suo nuovo singolo, rigorosamente con ritornello in spagnolo; o ancora, che Geolier habla en español con Emis Killa, su di un beat di Dat Boi Dee spalleggiante, e che il suo singolo precedente si chiamasse ”Mexico”.

La storia non si cancella e Napoli sembra essere tornata sotto il dominio spagnolo, dimenticandosi della connessione sancita dal 41° parallelo o dal nuovo immaginario di Liberato, ad oggi scomparso, forse in crisi per questa iniezione latina.

Daniele Carrano

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