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2019: BASTA HYPE

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Il tempo è ciclico e nella nostra contemporaneità tutti le subculture con gli anni sono diventate poi parte integrante della società di massa, chi più chi meno. Oggi è il turno dell’Hip Hop e della cultura Urban (come si è sempre più soliti definirla).
Negli ultimi due anni ci sono stati vari step fondamentali, uno su tutti la collaborazione fra Supreme e Louis Vuitton per quanto riguarda lo streetwear, o ancora i numeri sempre più in aumento del rap (negli USA come in Italia).

É la rivincità dell’Hip Hop? No. Non per fare i puristi, ma ad oggi di Hip Hop o meglio di cultura e di intelligente non c’è nulla. Vero è che il tempo è ciclico, ma entrando nel dettaglio quanto sta accadendo oggi non ha eguali nella storia dell’uomo. Mi riferisco soprattutto all’avvento di internet e del Web 2.0. É ciclico che ogni epoca trovi radici in un movimento giovanile, ma è una novità che quest’ultimo si sviluppi attraverso internet e che esso lo priva della sua identità. Proprio così: la società di consumo nata online ha privato di identità e di coscienza i giovani e le loro passioni, prendendo per buono tutto per poi rinnegarlo pochi istanti dopo, dando spazio a fenomeni virali, divertenti e stupidi, ed oscurando man mano duro lavoro e studio. L’hype per qualsiasi cosa ed il sogno di essere popolari (online prima che offline) ci ha posto dei paraocchi, impedendoci di capire realmente quale fosse la nostra rotta.

É un discorso sentito e strarisentito, affrontato anche già altre volte su questa piattaforma, ma se con l’inizio di un nuovo anno ognuno stila i propri obiettivi e sogni da far avverare, in questo 2019 ci auguriamo si possa dare più spazio a progetti seri piuttosto che ad ignoranza grassa, hype e soldi o almeno ci auguriamo che l’opinione pubblica, gli ascoltatori, possano avere sempre più un’opinione critica tale da porre sotto la luce dei riflettori, in hype, ciò che merita e non cadere nella trappola del gossip da stories circa la musica, ad esempio.

Flâneur

Dan Carrano

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