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TY1: THE ITALIAN DJ !

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L’11 gennaio Birds in Trap svelerà la nuova location al suo pubblico, una notizia però passata già in secondo piano visto lo spessore dell’ospite scelto per l’occasione:  TY1.
Protagonista della scena dal 1997, quando venne incoronato campione italiano di DJing  (vincendo il primo ITF), passando per Alien Army, dalle collaborazioni con i migliori artisti Hip Hop italiani come Marracash e Clementino, fino ad arrivare al suo ultimo LP solista, “Hardship”.
Esponente di spicco del Real DJing, TY1 è un vero e proprio live performer che si muove tra beatjuggling e scratch applicati alle sonorità Black come a quelle più elettroniche.

L’occasione era ghiotta ed il nostro Demedici ne ha approfittato per fare qualche domanda.
Da DJ a DJ!

Performance live, produzione, remix.. se TY1 ne potesse scegliere soltanto una ?
Mi piace fare performance live, mi piace produrre , fare remix. sono 3 cose totalmente diverse tra loro. Il live però se dovessi scegliere. Non potrei mai rinunciare ad esibirmi dal vivo.

Sappiamo che sei sempre stato un precursore, ma quanto è importante l’attrezzatura di un DJ?L’attrezzatura è fondamentale, per me lo è sempre stata. Per quello che faccio io devi essere sempre aggiornato anche a livello tecnologico, ho la fortuna di essere sponsorizzato da anni da Rane che è il brand numero 1 in questo gioco, soprattutto in quello dei DJ che suonano, che fanno scratch, che fanno live set. Che sono Real DJ. É fondamentale quanto è fondamentale la pratica, se non ti alleni ore ed ore per proporre qualcosa di nuovo, l’attrezzatura non basta.

Hai dei brani che non possono mancare in un tuo set, per un fatto di impatto ma anche di affetto ?
Sicuramente i brani che non mancano nei miei Dj Set sono le mie produzioni, i miei remix, i miei edit. Negli ultimi mesi una traccia che non manca mai ad esempio è il mio remix di Capoplaza – Giovane Fuoriclasse.

Il vinile in particolare pensi che sia ancora apprezzato ?
Il vinile è apprezzato! Molti artisti stanno stampando nuovamente i brani su vinile, ovviamente nel 90% delle discoteche e nei club si usano i CDJ. Molti DJ tuttavia stanno tornando all’uso dei giradischi e di questo ne sono felice. Io ad esempio suono con i Control Vinyl di Serato, sfrutto dunque la tecnica ma in una maniera del tutto moderna

Essendo tu a metà fra new ed old ed avendo vissuto entrambe le situazioni ti mancano le battle rispetto alle serate nei club?
Le battle sono state un periodo della mia vita importantissimo, mi hanno dato motivazione, la possibilità di farmi conoscere. Una volta che poi vieni conosciuto ed inizi a suonare in giro quello rimane un capitolo. Seguo ancora e mi piace restare aggiornato sulle nuove gare ed i nuovi DJ però adesso mi concentro su altro. Preferisco suonare in giro e fare musica piuttosto che magari allenarmi per fare una gara. Ne ho fatte tantissime e rimarrano un bel ricordo.

A proposito di jam tu c’eri ed a proposito di club tu ci sei (eccome, ndr). Qual è il tuo segreto?
Il mio segreto credo sia il segreto di tutti gli artisti che c’erano e ci sono. In realtà non è un segreto. É la passione, la forza di volontà, il crederci sempre. Io ho iniziato nel 97′ ad andare in giro e suonare. Ho visto di tutto, dall’Hip Hop old school ad adesso che è totalmente mainstream, mi sono trovato in una fase in cui addirittura non si suonava. Forse un piccolo segreto per me è proprio quello di iniziare ogni giorno come il giorno 0 e rimanere sempre con i piedi a terra. Non penso mai di avercela fatta, anzi ho ancora tanti sogni che vorrei realizzare.

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