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UNA LETTERA AD ANASTASIO: GRAZIE

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Caro Anastasio,
vorrei ringraziarti.
Chi ti scrive ascolta rap e ormai da qualche anno non è più un assiduo spettatore di XFactor (per delle motivazioni che sicuramente non ti interesseranno).
Vorrei ringraziarti perché checché ne dicano altre webzine o appassionati la tua presenza sul grande schermo forse può sbloccare qualcosa. Io ti ho conosciuto con l’inno sarrista, quando ti chiamavi Nasta.

Non sono un tuo fan, ma per carità sei bravo e capisco il tuo successo nel programma; ti auguro il meglio, ma soprattutto spero che la tua presenza lì possa aver abbattuto un muro. Sono anni che ascolto rap e da anni avverto ancora tanto pregiudizio a riguardo nel nostro bel paese. Probabilmente l’opinione pubblica non ha manco torto, un ascoltatore distratto associa ancora il rap ad una hit divertente, al personaggio estroverso di turno, ignorando così un mondo. Quest’anno però, tornando a casa le tue parole e la tua profondità sembra avergli aperto un mondo.
Magari, grazie a te, è la volta buona che l’Italia capisce davvero quanto sfumature possiede il rap o addirittura possa scoprire rap conscious.
Ti vorrei ringraziare per questo, non fa niente che non hai la faccia tatuata come va di moda oggi, sono altri dettagli che possono aprire le porte a questa sfumatura del rap. Visti i miei ascolti non sei niente di nuovo, ti apprezzo e in fondo ti voglio bene (Forza Napoli). Speriamo che oggi i miei connazionali più adulti possano scoprire realmente quanto ricco e variegato possa essere il rap.

Un abbraccio, in bocca al lupo.
Ci vediamo al San Paolo se ti va.

Flâneur

Dan Carrano

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Flâneur

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