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GHEMON: L’INDIPENDENZA CHE RIPAGA

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Libertà ed indipendenza sono due parole molto simili, collegate da uno status personale di autonomia. Quest’ultima spesso la si può dare per scontata, ignorando quanto ciò che ci circonda in realtà ci possa rendere schiavi influenzando il nostro pensiero ed il nostro operato. Oltre le leggi nella società moderna il vero controllo è affidato all’opinione pubblica, una sorta di grande gabbia nella quale ci si può sentire liberi, facendo ciò che è ritenuto giusto da essa.
La libertà di espressione però è rilegata a tutto il mondo artistico, in particolare a quello Hip Hop, e non a caso entrano nei libri di storia le voci fuori dal coro, coloro in grado di essere liberi. Grazie alla possibilità, oggi giorni, di raggiungere un vasto pubblico grazie ai media digitali, l’indipendenza artistica è spesso associata ad una vera propria esclusione dal mondo della comunicazione classico, dai contratti in major, per farla breve.

Un esempio di tutto ciò, in Italia, è Ghemon. Per chi non lo conoscesse Gianluca Picariello, in arte Ghemon, è un rapper-cantante attivo dagli inizi degli anni 2000. Fin da subito la sua creatività si è distinta nella scena hip hop grazie a tematiche in qualche modo anomale, dall’amore ad altre più introspettive, e grazie alla sua volontà di cantare. Il talento però va coltivato e la voglia di sentirsi libero anche, per tanto solo con il suo ultimo album Mezzanotte si può affermare che Ghemon è libero.

Fin dagli inizi Ghemon ha scelto di mettere le sue debolezze in primo piano, la suo quotidianità, perchè come dirà successivamente ”niente è tanto personale che non si può raccontare”. Dieci anni fa Ghemon, con il primo mixtape (Qualcosa Cambierà) e il suo primo album (La Rivincita Dei Buoni),  poneva le basi per quella che potrebbe essere la trama di un buon romanzo. Sono stati 10 anni in cui al romanzo si sono aggiunti tanti capitoli e paragrafi (album e mixtape/ep) tutti legati fra loro da una voglia di progresso che caratterizza la vita di un ragazzo pronto a mettersi in gioco, che pian piano acquista coscienza delle sue potenzialità. La storia di un ragazzo che inizia con il suo Moleskine a fare terapia da solo (Nato il 1° Aprile), di un ragazzo che ha cerchiato il suo obbiettivo, essere se stesso, fragile e lunatico, piuttosto che crearsi un personaggio inventato (La Rivincita dei Buoni).
In ogni capitolo ed in ogni paragrafo la sua libertà e la sua indipendenza si sono fortificate, attraverso scelte non facili e spesso azzardate come l’Ep Embrionale utilizzando le musiche di Jon Brion – musicalità distanti dai classici canoni dell’hip hop.

Come anticipato prima Mezzanotte  sa tanto di lieto fine e di nuovo inizio. Alla fine le sue debolezze sono diventate la sua forza e sono arrivate in terza posizione Fimi, una settimana dopo la sua uscita, con un’etichetta indipendente (Macro Beats), e lo hanno portato sul palco di Sanremo, ospite in vari programmi TV, ma soprattutto ad un anno di distanza il primo singolo Un Temporale è disco d’oro.

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#UnTemporale è DISCO D’ORO !

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A quest’ultimo grande risultato si potrebbe aggiungere anche un’altra piccola soddisfazione: l’attenzione del dizionario Treccani. Alla fine le sue ambizioni hanno vinto.

🎤Vuoi sapere adesso dove sonoSono come sotto un temporaleNé un ombrello né un accappatoioMi protegge dal maleIl…

Posted by Treccani on Sunday, November 25, 2018

Foto di copertina di Eleonora Birardi

Flâneur

Dan Carrano

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