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POISON IVY: JONATHAN LEANDOER INCONTRA YUNG LEAN

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Era il 2015 quando Jonathan Leandoer Hastad  veniva ricoverato per la prima volta in un ospedale psichiatrico. Nei giorni precedenti all’uscita del suo secondo album Warlord  si rivelarono  come segnanti  per il mental breakdown che l’uomo Jonathan ha vissuto, e che il rapper Yung Lean ha sfruttato.
Le conseguenze fisiche dell’abuso di droghe hanno portato l’artista svedese a cominciare un percorso riabilitativo, ma le conseguenze psicologiche sono state peggiori; ne fanno testimonianza tracce come Red Bottom Sky dove il rapper ha ammesso di aver descritto tutte le allucinazioni avute durante la quarantena.
A distanza di circa due anni dal primo ricovero, il rapper svedese pubblica nel Novembre 2017 Stranger. I fan hanno subito indirizzato questo progetto come il più concreto di tutta la discografia; difatti é in questo progetto che si vede il compimento dei lavori precedenti, ove il sound “sad” riesce pienamente ad uscire. Tutte le tracce hanno una matrice di profonda riflessione sull’inquietudine presente nella vita di ogni essere umano, che lo condannano alla sofferenza.

Le sonorità ambient, synth e folk (vedere l’influenza di Varg Vikernes)  miscelate alla trap, con una giusta alternanza di cantato e rappato hanno creato un equilibrio ferrato, cosa che non sempre Yung Lean ha avuto.
Se facciamo un passo indietro all’estate del 2017 vediamo come infatti Lean abbia aperto un altro progetto parallelo, cioè Jonatan Leandoer127, un mix di musica punk, slam poetry e pura sperimentazione musicale, che non ha voluto neanche commercializzare, l’intento é infatti quello di sorvolare al di là di ogni etichetta per creare una vera e propria forma d’arte sonora.

Nel corrente mese di Novembre 2018, ad un anno di distanza da Stranger, Yung Lean ha rilasciato un altro progetto, intitolato Poison Ivy completamente prodotto da white armor (uno dei composer che segue il movimento Sad boys). Ebbene questo album é molto più estremo nelle scelte delle sonorità e delle liriche, controverso e poco equilibrato rispetto a Stranger, sembra l’incontro fra Yung Lean e JonathanLeandoer127, in un mix che non risulta mai troppo pesante né tantomeno troppo scontato. Liriche esistenzialiste miscelate ad una sana dose di tradizione sax rap, su musiche sperimentali che suonano più scandinavi dei lavori precedenti. Tracce come Sauron, Bender++++Girlfriend ed Happy Feet sono il risultato di una comunione di personalità presenti nell’unica persona di Jonathan Leandoer, che ancora una volta si conferma un’eccezione della musica, sorvolando un qualsiasi tipo di etichetta.

Studio filosofia ma non sono un filosofo. Le mie ossessioni sono basket, graffiti e Napoli. Provo a scrivere di quello che mi piace e rappare di quello che vivo. Ah, odio la Juve con tutto me stesso.

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