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“MALAPENSA” – QUALITÀ ITALIANA TRA TECHNO, ELECTRO E NOISE. ASCOLTA IL SECONDO V/A MARCATO PYTECA

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Uno dei più grandi paradossi del nostro paese riguarda il fatto che siamo molto bravi a divinizzare ciò che viene da fuori i nostri confini per poi prendere in poca considerazione ciò che nasce e si sviluppa sul nostro territorio. Questo è un fenomeno che riguarda tutti i campi, nessuno escluso. Per fare un esempio calcistico, tutto ciò è spiegato alla perfezione dalle squadre italiane che vanno ad acquistare il terzino di diciotto anni svedese che gioca nella serie b slovacca, senza sapere magari che un buon terzino giovane lo hanno già tra le fila della primavera, ed è pure italiano.

Il secondo V/A di Pyteca uscito esattamente ieri sulla label italiana di Vincenzo Pizzi, dal titolo “Malapensa”, si inserisce prepotentemente in questo contesto essendo una release che al suo interno da spazio a ben nove artisti italiani su dieci totali e in più sono artisti che prima di ora ancora dovevano uscire in alcun modo sulla label; ciò è in linea con la volontà da parte di Vincenzo di dare continuamente spazio ad artisti nuovi, con la speranza che questi possano creare indirettamente un ecosistema all’interno dell’etichetta fatto di diversi generi e stili musicali che convivono alla perfezione tra di loro. In più, c’è da fare una premessa, come lo stesso Vincenzo ha tenuto a precisare quando abbiamo parlato del disco, il fatto che ci siano maggiormente italiani non è assolutamente motivo di denigrazione verso gli artisti stranieri, anzi. L’unica onorevole giustificazione riguarda il desiderio di mettere in prima linea gli artisti nostrani spesso presi in poca considerazione, con la consapevolezza che il nostro territorio è pieno di giovani artisti con un bagaglio culturale, musicale e tecnico che non ha nulla da invidiare alle altrettanto riconosciute qualità degli artisti che vengono da fuori.

Artwork: Michela Maria Pizzi

Musicalmente parlando è un album vario anche dal punto di vista dei generi presenti. In generale potremmo dividerlo in due grandi blocchi: uno che si affaccia di più sulla techno di chiara matrice industriale e un altro che contiene pezzi che seguono vari rami della musica elettronica, con un accezione maggiormente da club. All’interno del primo insieme si inseriscono Chobin di Blasted, Power Inferno di Franz Rosati che a sua volta arriva ad essere un pezzo hard con tendenze noise, ma anche Kanin di Giulio Maresca capace di dare il giusto tocco acid e Consequence di OPL. Il secondo blocco ha dei canoni stilistici sicuramente diversi dal primo (ciò dona un grande valore all’intero album) troviamo alcune tracce con un sapore anche un po’ old school, come Slashing Girls di Mila Dietrich (unica straniera presente) che ricorda melodie synth-pop anni ’70 e electro fine anni ’80, Lo stesso vale anche per Genesi di Sinner Rare e Get Down dell’owner dell’etichetta Vincenzo Pizzi che però si aprono maggiormente allo stile electro. Restano invece Cold Optimism dei Nothing Is Real, NOH di TLXCO e Sky Devouner di E.V.A che sono le tre tracce che difficilmente si possono collocare nei due blocchi. La prima traccia è un perfetto connubio tra techno industrial e ambient, con una spiccata propensione per essere un pezzo adattissimo ad una situazione da club, NOH ricorda invece un pezzo ambient, drone con una velata propensione acid. Infine, il pezzo di E.V.A si colloca un pochino più aldilà degli altri per le sue sonorità simili a quelle di un pezzo trance anni ’90.

Potete ascoltare e acquistare l’intero disco su Bandcamp, oltre che su YouTube e Spotify.

Appassionato di street art e musica elettronica, amante di Napoli e del Napoli.

Scrivo per dare voce alla cultura.

Alessandro Canonico

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