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SPOTTED: DAVIDE D’AMICO – HOUSE ADDICTED

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Davide D’Amico è un giovane ragazzo napoletano classe ’96, sin da bambino ha maturato una costante passione per la musica fino a farne una ragione di vita e scegliere di intraprendere la carriera da dj. L’house è il suo genere per eccellenza e, salvo qualche esibizione sporadica in altri eventi come ad esempio lo Sticker Mule Festival in b2b con Fabrizio Fattore lo scorso 30 giugno, la sua ancor breve esperienza da dj va a braccetto con i party Neuhm, di cui è resident e, in tutto e per tutto, è il fiore all’occhiello di una famiglia (quella dei ragazzi del Neuhm) che ha saputo accudirlo e che pian piano cerca di portarlo alla ribalta.
Di seguito la nostra intervista completa a Davide.

Iniziamo con parlare un po’ delle tue origini come dj, come è maturato nel tempo il tuo approccio verso questo tipo di carriera? C’è qualche persona in particolare che ti ha introdotto verso il mondo del djing o è partito tutto da te?
In famiglia c’è sempre stato un grande amore per la musica: i miei genitori collezionavano dischi in particolare mio padre era un vero fissato per gli impianti audio. Al tempo stesso i miei fratelli erano frequentatori assidui dei vari party della città quindi la musica è sempre stata intorno a me e sono cresciuto con essa.

Come è nato il tuo rapporto con i ragazzi di Neuhm?
M’innamorai del progetto nel momento stesso in cui entrai per la prima volta nel club: ascoltare quella musica in quell’impianto con quella atmosfera fu davvero magico…ne rimasi così colpito ed affascinato che decisi immediatamente di volere dare un mio contributo ed entrare nel gruppo.

Passiamo invece a quelle musicali, I tuoi set spaziano tra house e disco toccando varie sponde della black music come funk e soul. Come è nato l’amore verso questi generi?
Diciamo che non mi piace molto classificare la musica per generi, preferisco dividerla in musica di pessima qualità musica di buona qualità, e la passione per quest’ultima l’ho avuta fin da piccolo. Sono stato inizialmente molto influenzato dai miei familiari ma poi ho proseguito per la mia strada. Passavo davvero tante giornate ad ascoltare musica, ero quel tipo di ragazzo che il più delle volte preferiva restare a casa ad ascoltare dischi piuttosto che uscire in giro con gli amici. Non ne potevo davvero fare a meno.

Personalmente cosa ti capita di ascoltare più spesso ultimamente? C’è qualche prodotto in particolare che ti ha mandato in fissa?
Ascolto tanta musica Jazz.

Qual è invece la traccia che ritieni sia indispensabile per i tuoi set?
Non credo ci sia una traccia indispensabile per un mio set.

Grazie al tuo ruolo di resident nei party Neuhm hai già avuto la possibilità di dividere la console con svariati mostri sacri dell’House, l’ultimo in ordine di tempo è stato Francois Kevorkian. C’è qualche esperienza, tra le tante, che ricordi particolarmente?
Indipendentemente dall’artista con cui condivido la console, suonare ad un party NEUHM è sempre un’emozione indescrivibile. Tra le esperienze che più ricordo con gioia ci sono sicuramente i feedback positivi dei grandi artisti con cui ho avuto la possibilità di condividere la console e senz’altro il calore del pubblico, a cui, di volta in volta, cerco di inviare una messaggio, perché in fondo la musica è la più alta forma di comunicazione.

Se invece dovessi scegliere un dj con cui non hai ancora avuto questa possibilità chi sceglieresti?
Sicuramente il mio più grande eroe, Ron Trent.

Appassionato di street art e musica elettronica, amante di Napoli e del Napoli.

Scrivo per dare voce alla cultura.

Alessandro Canonico

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