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I DISCHI INDIE DA ASCOLTARE ASSOLUTAMENTE

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Il fenomeno musicale che ha investito, nell’ultimo periodo, la penisola italiana è l’Indie.
Si tratta di un fenomeno così ricco e vasto che risulta difficile parlarne in modo chiaro e preciso (abbiamo provato a spiegarlo qui).
Indie è sinonimo di libertà, una libertà che ha a che fare una indipendenza personale nell’approccio alla musica, ma anche alla vita. Per quanto scritto fin’ora la soluzione è dare spazio alla musica, far parlare i suoi testi e far suonare le sue note. A tal proposito, in occasione del terzo appuntamento di INDIEMEN abbiamo chiesto di consigliarci alcuni album del genere ai tre guest della serata: Talpah, GiMa e Coltre.
Si tratta di 3 giovani ragazzi, dj & produttori (su Spotify sono disponibli i loro lavori), accomunati innanzitutto dalla musica elettronica, anche’essa in alcune occasioni una sfumatura dell’Indie.

Gli album consigliati rappresentano vari step importanti e varie sfumature del genere, come Salad Days di Mac DeMarco, consigliato da Talpah: un album uscito nel 2014 capace di aprire le porte ad un nuovo genere.

Per quanto riguarda l’Italia invece GiMa consiglia Volume 2- Poveri Cristi di Brunori Sas e L’amore non è bello di Dente: due album considerabili le fondamenta del fenomeno musicale odierno in Italia.

Il consiglio di Coltre invece è l’album The Glow Pt. 2 dei Microphones, un album uscito nel 2001 in grado di anticipare di 10 anni le sonorità.

Flâneur

Dan Carrano

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