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LA RIVOLUZIONE DI LUCHÈ

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Il  29 giugno 2018 è uscito il quarto disco di Luchè: Potere.
Per chi non lo conoscesse, Luchè – all’anagrafe Luca Imprudente –  è un rapper ed un produttore di Napoli, ex membro dei Co’Sang (gruppo storico), oltre che giovane imprenditore. La vita di quest’ultimo, infatti, si alterna fra la sua città natale, Londra e New York, dove ha aperto due pizzerie.
Quest’album parla di amore, di ricordi, di una Napoli, ma anche di un’Italia, che solo il genio di Marianella sa raccontare; 18 tracce con le quali iniziare il nuovo sogno: la rivoluzione di Luchè.
Potere è dunque il manifesto di una rivoluzione, personale e collettiva, pronta a sovvertire le regole della musica italiana.

Una prima rivoluzione Luca l’ha già fatta con i Co’Sang e probabilmente una seconda è stata fatta a livello personale riuscendo ad investire in modo proficuo in una giungla come il mondo della ristorazione a Londra e New York, ora è il momento di farne una terza.

Luca Imprudente non dimentica il suo passato, non dimentica le porte viste chiudersi in faccia. Luca Impurendete sa bene che chi fa arte a Napoli parte svantaggiato, i canali più importanti per diffondere quanto stai facendo sono da un’altra parte e conquistarli risulta più difficile del solito, ed ora che lui ci è riuscito vuole giocarsi le carte giuste, creare un varco vero anche per le future generazioni, portare l’attenzione giusta su Napoli, come sulla cultura Hip Hop, senza troppo sensazionalismo, barzellette o giochi di marketing pronti ad accontentare il pubblico ed i vari pregiudizi.

Entrare in contatto con varie realtà, grazie ai suoi business, ha portato nuova consapevolezza nella mente di Luca, in tutti i suoi lavori discografici si è sempre notata la sua intraprendenza, semplicemente con questo quarto album è il momento di fare; basta stare zitti, soprattutto oggi dove si finisce a tarallucci e vino.
La traccia con Enzo Avitabile è sicuramente un simbolo di quanto detto fin’ora: la realtà italiana statica e mediocre, ma anche la voglia di migliorarsi e di osare.

Come da lui dichiarato in una diretta Instagram ora c’è un serio intento di attuare un buon piano di comunicazione, fare la mossa giusta, attirare l’attenzione e far riflettere su quanto è in procinto di fare. Che la rivoluzione abbia inizio, come andrà? Il tempo ci darà tutte le risposte, una cosa è certa: ce n’era bisogno!

”Tutti amano Gomorra, amano Saviano
Poi si annoiano se parlo di come viviamo
(…)
Odio l’Italia come si odia un cimitero
Un paese di mediocri già morti prima del tempo”

Penso e scrivo.

Classe 95, Napoli.

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Penso e scrivo. Classe 95, Napoli.

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