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LIBERATO: AL DI LÀ DI TUTTO È STATA UNA FESTA

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Il 9 maggio è passato e Napoli ha assistito al concerto di Liberato. Com’è stato? Meh; indubbiamente è stata una festa unica, dipende dal punto di vista con il quale la si vuole analizzare: musica live o spettacolo-intrattenimento.

Concentrandoci sul primo aspetto, se la serata fosse stata a pagamento la delusione avrebbe preso il sopravvento. Bello il dj set dei Nu Guinea, un po’ meno aver risentito il loro album ”Nuova Napoli” in loop in attesa del vero protagonista della serata. Entusiasmante l’entrata scenica di quest’ultimo (è arrivato dal mare su un gommone, come previsto, seguito dal fumo azzurro di un fumogeno), l’inizio sulle note di ”Life is life” è stato nostalgico e il gioco di luci e fumo ha contribuito a creare la giusta atmosfera. Bella ed emozionante anche la dedica a Pino Daniele con l’accenno dei primi versi di ”Quando chiove”, ma poi? Una ventina di minuti e tutto è finito; d’altronde sono solo sei le canzoni che ha pubblicato, allora perché aspettarsi qualcosa in più? L’ideale sarebbe stato aumentare ancora di più le strumentali, “allungando il brodo facendo ascoltare il mashup ‘‘Liberato 1” e magari anche altri nuovi, in esclusiva. L’ideale sarebbe stato anche interagire con il pubblico, andando oltre due – ma giusto due – paroline.

LIBERATO ha iniziato così.

Posted by ESCVPE on Wednesday, May 9, 2018

Liberato è una serie YouTube, intrattenimento online, ben studiato, ben realizzato e (in qualche modo) emozionante. La curiosità muove la gente e 20.000 persone a Rotonda Diaz lo confermano.
Liberato live un po’ ci perde. Sarà colpa dell’hype, del mistero e del monaciello, la musica live è n’ata storia; ma forse si pretende davvero troppo da chi d’altronde si potrebbe definire un ”emergente”!
Il vero vincitore della serata rimane comunque egli stesso che è riuscito a portare, come non mai, l’attenzione su Napoli, un’attenzione diversa. Rotonda Diaz era piena di napoletani, ma non solo, si sentivano diversi accenti, romano, milanese ed altri. Sono stati percepiti fino a un certo punto però, fino a quando la prima nota di 9 Maggio (prima canzone in scaletta) non ha coinvolto tutti e da lì in poi si è sentita una sola ed unica voce, quella della nostra città che ieri sera ha accolto tutti indistintamente ed è forse questo il maggior contributo di Liberato.
Il problema sta nella superficialità, del pubblico, di pensare Napoli oggi soltanto con Liberato, ignorando tanti bei lavori e bella musica nata e prodotta da Partenope!
Tanto fervore non si avvertiva da anni, quindi grazie comunque Liberato, al di là di tutto, dei dubbi e del mistero: è stata una festa. Ti aspettiamo per un altro concerto, vero.
“So’ ddoje facc e ‘na medaglia”

Flâneur

Dan Carrano

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Flâneur

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