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CALCIO NAPOLI E STREET ART, UN UNO-DUE PERFETTO

Posted on in Arte · Opinioni · Streetart

Fra la città di Napoli ed il calcio c’è un rapporto speciale: non si tratta di uno sport bensì di una fede.

Questo rapporto non è certamente unico della città partenopea, in Sud America, in Inghilterra come a Roma anche non si scherza. Non è esagerato però dire che il calcio per la città partenopea è stato (ed è) sinonimo di riscatto, una rivalsa sociale che con Maradona, parallelamente al Neapolitan Power, Pino Daniele e Massimo Troisi, è diventata reale riempiendo i cuori di una città, spesso sotto la luce dei riflettori per cronaca nera. La fede necessita di raffigurazioni e la street art è la soluzione perfetta per esprimerla!

Il rapporto fra Napoli e la maglia azzurra espresso attraverso i muri, infatti, si è evoluto con il tempo, di pari passo con l’evoluzione avuta dell’arte urbana. Tutto è iniziato con l’ormai iconico Maradona realizzato nei Quartieri Spagnoli da Mauro Filardi dopo la vittoria del secondo scudetto, restaurato poi nel 2015, fino ad essere modificato da Bosoletti nel 2017. A quest’ultimo si sono aggiunti poi i poster di San Spiga, rintracciabili per tutto il centro della città, un tributo di Alex Senna alla sanità, oppure in periferia le opere di Raffo.

Ma soprattutto quel santino gigante di D10S è stato poi sostituito dal ritratto di Jorit, a San Giovanni a Teduccio. Lo street artista partenopeo ha anche realizzato a Quarto “Marek”, la nuova bandiera della squadra azzurra.

Murales, poster, ma soprattutto scritte ovunque, vecchie e nuove, il tutto per esprimere una fede. Come può essere solo uno sport quando la passione e la fede per esso genera tutto ciò?

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Penso e scrivo.

Classe 95, Napoli.

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