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SPOTTED: I HATE MODELS

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Manca ormai poco al termine del 2017 e come ogni anno arriva quel momento in cui bisogna fare i conti con la propria coscienza e con ciò che ormai è passato per poi arrivare a delle conclusioni che serviranno come punto di partenza per l’anno successivo e (si spera) siano utili per non ricadere negli stessi errori dell’anno precedente. Lo stesso procedimento lo abbiamo usato anche per scrivere quest’ultimo articolo annuale della nostra rubrica Spotted analizzando tutte le giovani promesse dell’anno e infine abbiamo selezionato un artista capace di lasciare il segno nel 2017 con buonissimi propositi per il futuro. Stiamo parlando di Guillaume Labadie in arte I Hate Models un giovane dj e producer francese che in questo 2017 si è consacrato definitivamente raggiungendo quasi la maturità.

artwork: Kermitxyz

I Hate Models ha fatto il suo debutto solo nel 2016 ma grazie al suo talento ha distrutto tutte le barriere a suon di una techno ruvida e malinconica allo stesso tempo, che segue un trend che va avanti da qualche anno tra i giovani artisti ma che a modo suo si distingue dagli altri attraverso l’inclusione di svariate influenze che vanno dall’Industrial classica all’EBM fino ad arrivare all’acid, passando per sfumature post-punk e trance e un nostalgico richiamo alla cultura rave anni 90, passando così in pochissimo tempo da giovane promessa a talento già confermato.

Pubblica la sua prima traccia Persephone nel 2015 per Obscuur Records ma, come detto, compie il suo debutto effettivo nel 2016 con Warehouse Memories, un EP di quattro tracce totali uscito su Arts (label di berlino fondata nel 2013 dal dj Emmanuel Beddewela). Da questo EP spicca la traccia Daydream che dimostra tutta l’essenza acid dell’artista. Nello stesso anno, dopo aver partecipato a marzo ad un V/A uscito su Obscuur Records insieme a Noneoftheabove e Matt TDK con la traccia Dissociative Disorders, rispettivamente ad aprile e ad Agosto pubblica altri due EP, The Lost Tapes e 500 Lesbians in Irak, il primo uscito per Aries Records e il secondo per TWB. Entrambi gli EP rappresentano la sua varietà di stile e la capacità di proporre sempre qualcosa di nuovo, dare un’impronta diversa ad ogni sua release. The Lost Tapes è un ode all’utilizzo di tastiere che generano suoni malinconici utili a fare da contorno all’elettronica lo-fi di Cathodic Soul e ai kick incalzanti di Love Or Die Theme, Murder on VHS e Glitch; con 500 Lesbians in Irak invece esprime tutto il suo lato potente e aggressivo con 3 tracce più 3 remix di matrice Industrial.

Il 2017 è stato invece l’anno della consacrazione sia per quanto riguarda le produzioni sia dal punto di vista della partecipazione a eventi di rilevanza, su tutte la presenza al Katharsis ad Agosto affianco a nomi come DVS1, Paula Temple, Adam X e gli Orphx e il party al Basis di Utrecht di Gennaio. Tra le release da considerare assolutamente vediamo il suo approdo alla Monnom Black (label di DaxJ) con State Of Control EP, quattro tracce che uniscono insieme il lato acid e il lato industrial di IHM e rivela il suo attaccamento alla rave culture, inoltre è di particolare rilevanza l’uso di vocals come il campionamento di parte del discorso finale di Charlie Chaplin ne Il Grande Dittatore nella traccia State of Control. Troviamo la firma di Guillaume in un V/A uscito per Khemia Records che comprende lui con Cyanure Dance e Vittorio Di Mango con Epilessia. A luglio compie la sua maturazione musicale pubblicando Totsuka No Totsuki per Arts, un EP di quattro tracce ma abbastanza lungo (la più breve supera i sette minuti) e perciò contiene al suo interno tutta l’essenza di IHM come artista.

L’essere così musicalmente eclettico lo ha portato dunque ad avere già molto successo in breve tempo, i buoni propositi per il 2018 ci sono così come sono forti le speranze che possa migliorare ancora e ancora negli anni. Per concludere potete cliccare qui per ascoltare un mix di I Hate Models in esclusiva per The Brvtalist registrato a maggio di quest’anno.

Alessandro Canonico

Appassionato di street art e musica elettronica, amante di Napoli e del Napoli.

Scrivo per dare voce alla cultura.

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