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IGNORANCE KILLS INNOVATION

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Qualche mese fa, intorno alla metà di Maggio, partiva l’iniziativa nata dalla collaborazione tra INWARD, l’osservatorio sulla Creatività Urbana che da anni si occupa soprattutto della riqualificazione degli ambienti attraverso la street art, e EAV l’Ente Autonomo del Volturno responsabile dei trasporti pubblici a Napoli che prevede la creazione di dieci murales in altrettante stazioni ferroviarie per renderle in qualche modo più “vivibili”. Ad oggi ne sono state completate cinque; la prima opera è “Fluxus” firmata da Daniele Nitti in arte Hope e si trova alla stazione di Piano di Sorrento, a seguire l’omaggio a Totò in occasione dei cinquanta anni dalla sua scomparsa da parte degli Orticanoodles a Garibaldi, “Street Maths” di Zeus 40 a San Giovanni a Teduccio, la quarta è “Colorful Queen” della sarda La Fille Bertha che possiamo trovare alla stazione di Castello di Cisterna e l’ultima in ordine cronologico è quella firmata dai siciliani Rosk & Loste, un tributo a Massimo Troisi e Alighiero Noschese che è possibile trovare alla fermata di San Giorgio a Cremano. “Fino a qui tutto bene”, direbbe Kassovitz, purtroppo è notizia di oggi il fatto che tre di queste opere, Street Maths, Fluxus e il tributo a Troisi e Noschese, siano state completamente imbrattate con vernice bianca e rossa senza nessuna possibilità di recupero, c’è bisogno di rifare tutto daccapo. Sin da stamattina sia INWARD che l’EAV si sono subito mobilitate per scoprire il/i colpevoli senza però ancora arrivare ad un risultato. Le opzioni che si sono susseguite in giornata sono due: l’atto potrebbe essere opera di uno o più writer oppure si pensa ad una protesta contro l’inefficienza dei servizi dell’EAV, con la prima da mettere per ora da parte dato che è stata utilizzata della vernice inoltre in maniera totalmente casuale e istintiva, a tal punto un writer degno di questo nome avrebbe probabilmente utilizzato una propria tag per farsi prevalere. La seconda quindi per ora sembra essere la più plausibile, ma di certo non giustifica un atto del genere.

Ammesso per ora che si tratti di una protesta. Da un certo punto di vista, quello dei cittadini, protestare per un servizio inefficiente della propria città che provoca non pochi disagi a pendolari fissi e non, è assolutamente giusto. Il problema qui non è la protesta in sé ma la modalità in cui è stata attuata, quello che è successo stamattina è né più né meno che un vero e proprio atto vandalico da condannare mandato avanti da individui che presuntuosamente hanno deciso di dare una svolta e in qualche modo prendere una posizione riguardo un argomento che riguarda tutti. Il vero motivo per cui accadono cose del genere è che nella società, napoletana in questo caso ma è un discorso estendibile anche altrove, esistono persone che pretendono innovazione e efficienza ma nel momento in cui non si sentono appagate ricorrono ad un’unica assurda soluzione, quella di distruggere piuttosto che farsi essi stesso promotori di creatività e quindi innovazione; se prima della creazione di queste opere la situazione delle stazioni ferroviarie rasentava lo schifo adesso, dopo aver fatto un piccolo passo avanti, non siamo tornati allo schifo di prima ma ancora peggio, non c’è niente di più brutto che un murales imbrattato in quella maniera mentre si aspetta un treno, quando prima ci si poteva almeno accontentare ammirando opere artistiche durante le attese interminabili.

Dal punto di vista nostro, quello di appassionati prima e promotori poi di street art, aver ricevuto questa notizia è stato traumatico, pur essendo consapevoli che un’opera di street art può rovinarsi o perdersi del tutto nel corso del tempo sapere di aver perso tre opere in questa maniera fa male considerando anche e soprattutto il lavoro e la fatica che ci vogliono per permettere cose del genere. Nonostante questo siamo ancora convinti che la street art, così come qualsiasi forma d’arte in generale, possa essere non la soluzione ai problemi di una via, un quartiere o una città o un’istituzione ma di certo è un qualcosa da cui si può scegliere di iniziare.




Alessandro Canonico

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