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MAKE FASHION NOT FAKE, LA FURBIZIA HA INVASO LO STREETWEAR ITALIANO

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In un mondo in cui il Dio denaro è il centro di tutte le attenzioni è normale che la creatività viene soppressa dalla furbizia. La furbizia di fare soldi facili italianizzando, ad esempio, icone dello streetwear internazionale per legittimare un prodotto fasullo, ma non solo.  Quanto sta accadendo nel mondo dello streetwear, italiano nello specifico, ma anche altrove, è la prova inconfutabile che ormai quella cultura dettata dal binomio ”sono dunque vesto” è in fin di vita. L’apparire, i soldi, l’hype ed i like hanno rovesciato il binomio di prima in ”vesto dunque sono” ho la maglia del brand del momento allora sono il più cool. L’esempio di come questa cultura in cui essere ed apparire convivevano potrebbe essere Fedez che ora indossa Supreme dalla testa ai piedi, ma fino a poco tempo fa indossava prodotti fake (legal fake) del brand di New York; cosa che un vero appassionato non farebbe.

artwork: Im.Kermit

Il fenomeno del legal fake, purtroppo però non è alimentato solo dalla furbizia ma anche e soprattutto dall’ignoranza e dalla fiducia del consumatore. Quest’ultimo, magari non un vero appassionato del genere, compra un prodotto legal fake perchè sui social ha visto il suo rapper preferito con una maglia simile, con la stessa stampa e scritta, ignorando totalmente il mondo nascosto dietro di essa. I social purtroppo hanno ampliato il raggio d’azione dello streetwear, ma hanno lasciato dietro il suo bagaglio culturale. Questo fa si che i legal fake si diffondano sempre di più e che ad essi si affianchi un altro tipo di fenomeno: quello dei brand parassiti, ancora peggio. – mangia pane a tradimento –
Basti pensare a Pray Haute Couture e Santo, i cui loghi sono un’appropriazione impropria delle mani in preghiera simbolo di Drake (che a sua volta richiama l’arte Medievale), oppure a Make Money Not Friends, non è altro che una copia di Fifty Karats, per la maggior parte dei capi, ma anche di Supreme.
Si tratta di fenomeni, che non dureranno a lungo e che soprattutto non segneranno la storia dello streetwear, se non in negativo. Fenomeni nati dal Dio denaro e non dalla passione. Per fortuna in Italia c’è chi tenta di ridare onore allo streetwear, brand come South Fresh Clothing, Iuter, Fugazi, … ma la loro sfortuna è probabilmente quella di essere onesti.

In Italia quindi oggigiorno ci si preoccupa di avere idee geniali per imbrogliare il prossimo piuttosto che sforzarsi nel creare qualcosa di nuovo!

Santo Wear – Pray
 logo utilizzato da Drake
Make Money Not Friends – Fifty Karats

Make Money Not Friends – Supreme New York


Dan Carrano

Flâneur

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