ArteStreetart

BANKSY OMAGGIA BASQUIAT – TRA TRIBUTO E PROVOCAZIONE

Posted on in Arte · Streetart

Banksy’s back(!) e quando ritorna (ovviamente) scappa sempre la notizia. Questa volta però non c’è nessuna teoria rivelatrice della sua identità misteriosa a fare da protagonista, al centro dell’attenzione ci sono due suoi nuovi murales nel quartiere Barbican, nel nord di Londra, creati in tributo per Jean Michel Basquiat uno dei più controversi artisti dell’ultimo secolo.
Come ormai sappiamo, dato che Banksy ci ha abituato abbastanza bene, il luogo in cui nascono le sue opere non è mai scelto a caso e i motivi per cui questa volta l’artista nativo di Bristol abbia scelto Barbican sono vari. Il primo, innanzitutto, è quello relativo al fatto che tra pochi giorni, esattamente a partire dal 21 settembre fino al 28 gennaio, il Barbican Centre, uno dei più grandi centri artistici d’Europa, ospiterà la prima grande mostra dei lavori di Basquiat mai vista nel Regno Unito; Il secondo (…e qui ci scappa la provocazione) si lega ad una caratteristica del quartiere che Banksy ha voluto sarcasticamente far notare nella descrizione di una foto dei due murales scrivendo: a place that is normally very keen to clean any graffiti from its walls.”.

I due murales sono una perfetta combinazione tra: i soggetti e lo stile dell’artista newyorkese e l’abilità dello street artist di ideare opere che a lavoro finito appaiono semplici ma che nascondono all’interno una quantità non indifferente di complessità. Uno dei lavori è intitolato “Portrait of Basquiat being welcomed by the Metropolitan Police” e raffigura il soggetto dell’opera “Boy and dog in a Johnnypump” (1982) mentre viene perquisito da due agenti di polizia. L’opera è un riferimento al passato da graffitaro di Basquiat e del suo pseudonimo SAMO (SAMe Old shit) con cui, insieme ad Al Diaz, taggava i muri di SoHo; ma potrebbe essere anche un’allusione alla carriera artistica di Basquiat, braccato in continuazione da galleristi fin troppo esigenti che in questo caso verrebbero rappresentati dai due agenti intesi come simbolo di autorità. L’altro murales è un richiamo alla famosa ruota panoramica di Londra a cui sono state sostituite le cabine con la celebre corona di Basquiat per ribadire l’utilizzo secondo certi punti di vista del tutto improprio che si è fatto dell’arte dell’icona americana degli anni ’80 e che con questa mostra si continua a farne.  





Alessandro Canonico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *