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SPOTTED: NO IDENTITY JUST MUSIC

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In un recente articolo abbiamo parlato di quanto fosse veramente importante l’identità della persona nella musica (potete leggerlo qui). Restando in tema identità, in questo nuovo appuntamento di Spotted vi consigliamo alcuni dj, quelli che riteniamo meritevoli di essere seguiti e ascoltati, che hanno deciso di non rivelare la propria persona esibendosi con il volto coperto da una maschera.  Prima di tutto però, è giusto provare a capire cosa spinge un dj a mantenere segreta la sua identità in un ambiente, in un’epoca, in cui l’immagine assume un’importanza ancora maggiore. è difficile poter dare una spiegazione completa e precisa dato che bisognerebbe chiederlo ai diretti interessati e probabilmente ognuno avrà le proprie ragioni. C’è un motivo unico per tutti però che trascende dai singoli perché, ed è quello secondo cui c’è una volontà di base da parte di chi prende una simile decisione che è quella di voler mettere la propria musica in primo piano rispetto a qualsiasi altra cosa, identità in primis. Così facendo, si passa da una relazione a tre tra “me, la mia musica e voi” (dove il me è da intendere come il dj in questione, la mia musica la musica che  propone e il voi come il pubblico che lo ascolta) ad una relazione a due più romantica tra “la mia musica e voi” in cui il “me” perde di rilevanza dato che perde a sua volta una definizione concreta che era fissata dall’esibizione del viso non coperto e diventa tutt’uno con la musica.
Artwork: Stefano Kermit
Il primo è il francese Déformation_Booléenne, tra i più promettenti della scuola transalpina. La sua techno non è adatta ai deboli di cuore e d’orecchio. Tutte le sue produzioni sono caratterizzate da una linea di bassi molto potenti che fanno da contorno a suoni industriali che vanno per la maggiore alternandosi a più esigui risvolti acidi, da notare anche il particolare uso di vocal non molto frequente in questo tipo di musica. D_B gestisce anche una sua personale label, la Demagogy Phonic Reproductions, che utilizza come vetrina per promuovere la sua musica ma nel suo catalogo sono presenti anche tre Various Artist che includono nomi come Exsiderurgica, Noneoftheabove, Warind e molti altri. Di recente è stato uno dei protagonisti del 502 Bad Gateway a Bologna insieme ad artisti come i British Murder Boys (Surgeon e Regis) e Paula Temple (giusto per citarne due) e prossimamente tornerà in Italia il 3 agosto per aprire le danze dell’Infestazioni Soniche 2017.
Viaggiamo ora più a nord nel continente europeo fino ad arrivare alla penisola scandinava dove scopriamo il misterioso duo SHXCXCHXCSH. Attivi dal 2012, il duo svedese vanta tre album usciti per Avian, label di Shifted che li ha scoperti e fatti crescere, e svariati EP dai titoli (compresi i titoli delle tracce) improbabili quanto lo è il loro nome che contribuiscono ad aumentare l’alone di mistero che gravita attorno a loro. I primi tre EP, usciti tutti durante il 2012, presentano un paio di tracce dichiaratamente acid il resto dimostrano una propensione verso una techno sperimentale di difficile categorizzazione capace di creare atmosfere cupe che è tutto sommato la matrice che caratterizza essenzialmente tutti i loro lavori. La ricercatezza di suoni particolari diventa marchio di fabbrica nei tre album STRGTHS, Linear S Decoded(l’unico con tracce con titoli normali) e SsSsSsSsSsSsSsSsSsSsSsSsSsSsSsdove il primo, uscito nel 2013, rappresenta probabilmente il loro punto più alto se parliamo di produzioni adatte ad un contesto di club in cui c’è da preoccuparsi principalmente del dancefloor;  gli altri due, usciti rispettivamente nel 2014 e nel 2016, sono una chiara dimostrazione della loro reale natura fatta di impavida sperimentazione di genere.  Di recente hanno pubblicato un EP di quattro tracce che insieme formano Rosten 1la loro prima produzione su Rosten, la loro personale piattaforma musicale che funzionerà da vetrina sul panorama techno mondiale per la loro musica, nata dalla consapevolezza che solo un’etichetta ideata da loro stessi fosse in grado di fare da tramite alla loro personale creatività.
Lasciamo il nord Europa per entrare nell’oscuro mondo del nostro terzo protagonista, SNTS. Il suo travestimento, composto da una maschera completamente nera da cui emergono solo due occhi spettrali ed un mantello, anch’esso nero, a fare da copertura, contribuisce a definire un’aura di oscurità attorno tutto il personaggio; alimentata principalmente dalla sua musica caratterizzata da continue melodie che rimandano a sensazioni oniriche mixate perfettamente con bassline e percussioni che nell’insieme segnano un tipo di Techno non solo adatta al dancefloor ma capace di regalare un’esperienza unica.
 
 

 

Headless Horseman è l’ultimo dei protagonisti di questo Spotted, un personaggio che si ispira alla figura del cavaliere senza testa che viaggia nell’oscurità e miete vittime a ritmo della sua musica. La sua discografia presenta una serie di sette EP che variano dall’Industrial Techno alla Dub Techno  pubblicati tra il 2013 e il 2015 che rappresentano per l’appunto, come suggeriscono le descrizioni presenti sul suo profilo bandcamp, i vari step del suo viaggio in cui dj come Perc e Ancient Methods hanno firmato un remix a testa presenti rispettivamente nell’EP numero 2 e numero 4. Ad Aprile di quest’anno è uscito con 47009 il suo ultimo EP uscito per la label tedesca 47 gestita da Tommy Four Seven, una ulteriore dimostrazione delle sue radici legate all’industrial. Suonerà in Italia il 15 luglio al prossimo Nature Beat.     
 
Alessandro Canonico  

Appassionato di street art e musica elettronica, amante di Napoli e del Napoli.

Scrivo per dare voce alla cultura.

Alessandro Canonico

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