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IN WALL WE TRUST – TRA TERRITORIALITÀ E APERTURA CON L’ESTERNO

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Vivere in una provincia, a maggior ragione se si tratta ad esempio di uno di quei paesini di campagna, ha i suoi pregi e i suoi difetti. I primi riguardano uno stretto legame con il territorio, alimentato nel corso della vita dalle direttive di famiglie per lo più conservatrici della tradizione del posto che creano nell’animo un senso di appartenenza indissolubile, che si rivela a sua volta con la sensazione di essere sempre a casa e quindi sempre con le spalle coperte. I difetti però sono una diretta conseguenza di quanto detto prima. Se qualcuno, abitante del posto, giovane o più anziano che sia, aspirasse o quanto meno volesse provare anche solo per un po’ quella sensazione di cittadino del mondo, di internazionalità, che una grande città può dare deve innegabilmente e quasi obbligatoriamente andare oltre, spostarsi. In molte province però accade, molto più spesso di prima, che alcune realtà riescano a trasportare quella sensazione di apertura con l’esterno direttamente tra i vicoli e nelle piazze del proprio piccolo paesino.

È questo il caso di In Wall We Trust, un festival internazionale di street art ideato e organizzato dallo street artist Domenico Naf-Mk Tirino e da Caterina Ceccarelli, che si svolge ad Airola, un piccolo paesino in provincia di Benevento. Il festival, che da domani parte con la sua settima edizione, avrà come ospiti due artisti internazionali, l’ucraino Sasha Korban e il greco Dimitri Taxis che si susseguiranno per la creazione di due murate. Si inizia con il writer proveniente da Kiev che darà sfogo alla sua creatività su una parete di una palazzo situato su Via Lavatoio. A seguirlo, a partire dal 28 giugno, l’artista greco che avrà a disposizione invece una murata nei pressi del Borgo Portisi. Entrambe le realizzazioni, ma ciò riguarda tutto il festival, hanno come obiettivo quello di offrire una risonanza internazionale e quindi un’apertura totale nei confronti di culture differenti ma sempre con un occhio attento al territorio locale. Il tutto, utilizzando l’arte come mezzo per compiere queste imprese.

Il festival inoltre non si limita “solo” alla creazione di murales ma offre anche una open call chiamata “for street art lover” con scadenza fissata per il 15 settembre, che ha come scopo la raccolta di poster firmati da artisti di tutto il mondo che saranno poi attaccati nei luoghi stabiliti.

Di seguito alcune foto della passata edizione

Alessandro Canonico

Appassionato di street art e musica elettronica, amante di Napoli e del Napoli.

Scrivo per dare voce alla cultura.

Alessandro Canonico

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