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TUNNEL PARK: UN SOGNO INFRANTO DA NON ABBANDONARE

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Napoli negli ultimi anni sta crescendo molto, per infrastrutture e popolarità. Restano però alcune zone in cui il tempo si è fermato. Da ex zona industriale Gianturco, ad esempio, è diventata un’area abbandonata a se stessa, di passaggio, capolinea di alcune linee ferroviarie. Ci sono le solite voci di riqualificazione, ma a conti fatti restano voci, salvo il restauro del manto stradale.

Ad inizio 2016, qualcosa pareva poter cambiare, un gruppo di ragazzi scelse di dar inizio a questa riqualificazione, più precisamente scelse di utilizzare un tunnel pedonale come skate park, investendo i loro soldi per costruire le strutture; senza l’aiuto di nessuno. Ne abbiamo già parlato un anno fa qui.
Dopo più di un anno quel sottopassaggio che faceva da discarica ad immondizia varia, animali morti e siringhe è diventato un laboratorio giovanile, dove si poteva liberamente praticare rollerskating, skateboard, bmx, climbing. Tutto apparentemente molto positivo insomma, bisognerebbe solo ringraziare questi ragazzi. C’è chi però non la pensa così. Ci sono state infatti delle denunce della municipalità e alcuni furti delle strutture che hanno portato allo smantellamento delle strutture.
Come testimoniato da un video sulla pagina Facebook del Park e da un articolo del Mattino i residenti della zona erano più che contenti della situazione che si era creata, ma evidentemente se la municipalità copre gli occhi davanti al degrado e alla prostituzione nella stessa area, li apre quando dei ragazzi puliscono un sottopassaggio e danno una nuova faccia ad una zona abbandonata, di certo non un loro dovere.

Per capire meglio la situazione abbiamo fatto anche delle domande ai diretti interessati. 

Siete un buon esempio di cittadini che in assenza di strutture si mette in gioco per rispondere alle proprie esigenze.  Cosa vi ha portato a creare il park, ma soprattutto a scegliere quel sottopassaggio? 
Il motivo principale che ci ha portato a realizzare il tunnel park è la necessità di un posto coperto per svolgere le discipline che pratichiamo in momenti di socializzazione e allenamenti che vanno dal pattinaggio in linea (aggressive inline skating) allo skateboard e bmx. È stato scelto precisamente quel tunnel perché è uno dei pochissimi luoghi “pubblici” coperti rimasti nella periferia est di Napoli (abbandonato al degrado totale).

Che reazione c’è stata dagli abitanti della zona? 
La reazione degli abitanti della zona di riferimento è stata nella maggior parte dei casi positiva e di approvazione nelle attività che svolgevamo, principalmente si sentivano più sicuri. 

Pensavate e/o speravate di sensibilizzare il comune su questa esigenza?
Agli inizi pensavamo e abbiamo anche tentato di sensibilizzare le istituzioni su queste esigenze, ma c’è stato sempre un interesse superficiale e senza prospettive positive.

Secondo voi, quali sono le motivazioni per cui un’iniziativa benevola come la vostra non ha avuto comunque vita facile? 
Le motivazioni per cui non ha avuto vita facile sono molteplici, dal degrado ambientale a quello sociale, ma il fattore principale è che per rigenerare un luogo completamente lasciato all’abbandono da anni in un contesto come la zona periferica industriale di Gianturco ci vuole ben altro che un gruppo di ragazzi volenterosi e determinati. 

Dopo i furti e le denuncie, qual è il vostro messaggio per il presente e per il futuro? Cosa pensate di fare?
Dopo quest’anno passato tra le tante difficoltà e gioie che ci ha regalato la condivisione e l’uso di quello spazio la prospettiva è quella di accrescere sempre più il movimento che c’è dietro al tunnel park che è un esempio di riappropriazione di uno spazio in modo da far coincidere le esigenze tra le persone che abitano questi luoghi e far rispettare i nostri diritti, come quello di avere a disposizione un luogo PUBBLICO dove poter svolgere attività fisica.

Dan Carrano, Alessandro Canonico

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