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DAMN: DA ASCOLTARE, NON SENTIRE

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Mai come in questo periodo di musica ce n’è fin troppa ed è difficile sentire lo stesso brano o album per più giorni consecutivi. Il 14 Aprile però usciva DAMN di Kendrick Lamar ed è stato l’eccezione che conferma la regola.
É passato un mese da quel Venerdì di Aprile, il giusto tempo (forse) per riuscire ad analizzare un’album che sicuramente farà storia.

Dopo TPAB fare un altro lavoro eccellente, che non risultasse uguale al precedente, era difficile, ma certo non per chi 3 anni fa in un feat rappava: 

” I’m important like the Pope, I’m a Muslim on pork
I’m Makaveli’s offspring, I’m the King of New York
King of the Coast; one hand, I juggle them both”
(Big Sean ft. Kendrick Lamar, Jay Electronica- Control) 


Il Re delle due coste americane questa volta decide di mettersi a nudo. Con DAMN. scopriamo un Kendrick impaurito, debole, con mille interrogativi, in cerca di aiuto; ”ain’t nobody pray for me” è la frase che più ascoltiamo nell’album e fa da filo conduttore quasi ad ogni traccia. 

Il rapper di Compton però non dimentica da dove viene, non dimentica gli spari della sua città e non dimentica chi ha accusato lui e la sua musica di nuocere alla società. Parlo del giornalista Geraldo Rivera, il quale nel 2015 su Fox News criticò Alright di Kendrick, campionato in BLOOD, DNA e YAH.

”I don’t do it for the ‘gram, I do it fo Compton”
(Kendrick Lamar – Element)

Gli spari, di cui sopra, sono un altro filo conduttore dell’album, da ricollegare probabilmente a Anthony se avesse ucciso il padre, come ripetuto nella traccia finale DUCKWORTH.
Interessante ed affascinante è la teoria, di uno youtuber statunitense, di una doppia lettura  in DAMN. riportata dalla pagina Facebook Kendrick Lamar Italia. Partendo proprio da quest’ultima traccia di DAMN. verso la prima è possibile trovare e capire meglio le due facce del rapper: una impaurita e debole contro un’altra che si fa forza, legata ai soldi e alle donne (per approfondire questo punto di vista clicca qui).
La verità la conosce solo Kendrick probabilmente.
Di cose da dire sull’album ce ne sono molte, ma in fin dei conti parla la musica e la recensione migliore è stata fatta dalla madre del protagonista di questo articolo. 


Ricapitolando DAMN è un album completo, da ascoltare e non sentire, da leggere e studiare.

Si  tratta di un album il cui intento è fare la storia, come i grandi in passato, un album che deve educare; come ammesso dallo stesso Kendrick su Beat 1. 

Dan Carrano

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