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SPOTTED: ROYAL BLOOD – HOW TO BE ROCK

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Il rock non è sicuramente il genere più ascoltato nella nostra epoca, i suoni graffianti di una chitarra elettrica che hanno fatto da colonna sonora a buona parte del secolo scorso, sono stati progressivamente sostituiti da versi rimeggianti accompagnati da basi ritmate in 4/4 prodotte in studio attraverso synth, pad e campionatori. Oggi è tutto quindi, musica in primis, riconducibile all’hip-hop che da anni si conferma genere tipico della nostra generazione, relegando il rock sempre più a genere di nicchia. Ecco perché fare rock ed essere un gruppo rock (di successo) non è assolutamente facile di questi tempi. Michael Kerr e Ben Thatcher, che insieme dal 2012 formano i Royal Blood, sembrano però non curarsene più di tanto e nonostante siano un duo nostalgicamente rock hanno anche discreto successo, basta sapere che detengono il record di maggior numero di vendite in minor tempo per un album rock in Regno Unito sancito con il loro primo (e per ora unico) album omonimo Royal Blood uscito il 25 agosto 2014. C’è anche chi potrebbe dire, sicuramente non facendo un ragionamento sbagliato, che in questi casi i numeri possono dire tutto e niente e non sempre significano qualità, ascoltando l’album però si percepisce subito che magari i numeri in questione in questo caso possano essere intesi anche come sinonimo di qualità.

Ciò che prevale e che quindi è da considerare come loro principale punto di forza è la capacità, nonostante siano un duo in cui Kerr è chitarra e voce e Thatcher sta alla batteria, di creare pezzi semplici nel loro insieme che però non peccano in energia. Ogni riff di chitarra e ogni giro di batteria della maggior parte delle tracce dell’album sono suonati con un’aggressività tale da sfociare quasi nell’hard rock ma che ti restano inevitabilmente impressi nella mente. Tutta questa forza è poi dolcemente bilanciata dalla voce di Kerr che sembra ancora troppo acerba per il genere ma che a sua volta rende il pezzo in sé più facilmente ascoltabile. Un solo album è però forse troppo poco per poter sviluppare un giudizio completo sul duo made in Brighton, quest’anno può essere quindi l’anno della svolta per il duo made in Brighton dato che a giugno pubblicheranno il loro secondo album che si chiamerà How Did We Get So Dark? e sarà fuori il 16 giugno. Intanto il 13 aprile hanno fatto uscire il singolo Lights Out (clicca qui per ascoltarlo) che fa sicuramente ben sperare.

Detto questo, che i Royal Blood avessero qualità nel fare rock non siamo i primi a dirlo e nemmeno gli unici, per loro ha garantito anche Jimmy Page, ex chitarrista dei Led Zeppelin, che in un’intervista rilasciata al magazine NME ha detto:

“I went to hear them in New York. They were fantastic. Absolutely riveting. They’re such fine musicians. However long the set was, I could have heard twice as much. Their album has taken the genre up a serious few notches. It’s so refreshing to hear, because they play with the spirit of the things that have preceded them, but you can hear they’re going to take rock into a new realm – if they’re not already doing that. It’s music of tremendous quality.”

Alessandro Canonico

Appassionato di street art e musica elettronica, amante di Napoli e del Napoli.

Scrivo per dare voce alla cultura.

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