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BEHIND THE LOGO: SUPREME

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Supreme è uno dei brand più chiacchierati degli ultimi anni, in Italia è stata addirittura ”ufficialmente” falsificata. Dietro questo enorme successo però c’è il logo, ma andiamo con ordine:

James Jebbia nell’aprile del 1994 apre a New York Supreme: un negozio di skate innanzitutto, prima di essere un brand. Agli esordi Supreme si affacciava principalmente sulla cultura hip hop, skate e punk rock dopo 20 anni è diventata un vero e proprio pilastro della cultura giovanile. É infatti riduttivo parlare solo di abbigliamento, Supreme si caratterizza, per esempio, per la sua peculiare capacità di trasformare tavole di skateboard in opere d’arte moderna. Supreme vende solo nei suoi Store, 10 in tutto il mondo, ed online. I suoi capi vengono prodotti in quantità limitate creando di conseguenza una certa esclusività ed aumentando il desiderio degli appassionati (e generando il fenomeno del reselling). A questo, bisogna aggiungere  poi il lavoro di ripescaggio di materiale fatto soprattuto per le collaborazioni, da font a grafiche storiche. 


Dietro questo enorme successo come detto all’inizio c’è soprattutto il logo, ormai riconoscibile a livello mondiale che si distingue per il “red box” contenente la scritta Supreme in Futura Heavy Oblique (font), ispirato dalle opere iconiche di Barbara Kruger. Quest’ultima negli anni 80 si ispirava ai meccanismi di convinzione della grafica pubblicitaria, per diffondere messaggi di carattere esistenziale e politico. Il successo di Supreme sta quindi proprio nel riprendere e riutilizzare questo meccanismo propagandistico.


Barbara Kruger

Simone Di Somma & Dan Carrano

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