ArteStreetart

L’HOTEL DI BANKSY CON LA PEGGIORE VISTA AL MONDO

Posted on in Arte · Streetart

In questo periodo, soprattutto in seguito all’elezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti d’America, si è parlato molto della creazione del muro a confine tra gli USA e il Messico. Tuttavia, esiste già una muro costruito per certi versi con lo stesso scopo del muro di Trump ed è quello tra Israele e Palestina. Un enorme barriera lunga circa 700 km eretta nel 2002 dallo stato Israeliano per impedire ai terroristi palestinesi di entrare nel proprio territorio e quindi cercare di evitare il più possibile altri attacchi. È proprio su questo muro che lo street artist Banksy è ritornato a dare sfogo alla propria genialità e ad unire la sua arte con l’impegno sociale dando vita al “The Walled off hotel”, un albergo dove le stanze affacciano direttamente sul muro garantendo “la peggiore vista del mondo”.

Prima di iniziare a spiegare nei dettagli le varie parti dell’hotel è giusto, soprattutto per chi magari solo ora si sta interessando alle opere di Banksy, fare una piccola premessa. Tutte le opere di banksy puntano a mandare un messaggio sociale ed è inevitabile raggiungere questo obiettivo se chi fa parte della società non viene a sua coinvolto nell’opera stessa. Banksy è capace di influenzare e coinvolgere anche con un “semplice” stencil, ecco perché nel “The Walled off hotel”, ma anche come ad esempio nel caso del parco giochi Dismaland dove era possibile andare sulle giostre e seguire le varie attrazioni, sarà possibile non solo visitarlo ma anche soggiornarci ed essere quindi completamente avvolti dai suoi capolavori.

L’Hotel si trova esattamente al 182 di Caritas Street a Betlemme in Palestina. Offre ben nove camere tutte arredate con opere firmate da Banksy che partono da un prezzo di trenta dollari a notte. La stanza più importante è la stanza Banksy dove è presente l’opera più importante di tutto l’hotel, uno stencil di un soldato israeliano e un palestinese mentre combattono con i cuscini. Lo street artist di Bristol ha lavorato alla costruzione di questo hotel, insieme al proprietario quarantaduenne Wisam Salsaa, per quattordici mesi e ovviamente in totale segreto per tutelare la sua identità. Oltre alle stanze offre anche un museo e una galleria d’arte, il museo riguarda principalmente la storia del muro e dello stato di Israele, infatti è presente una statua a grandezza naturale di Arthur James Balfour mentre firma la cosiddetta Balfour declaration per sancire la nascita dello stato dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. La galleria d’arte invece, è l’unico spazio dell’hotel non contaminato da Banksy in cui sarà possibile visitare una mostra permanente dei migliori artisti palestinesi degli ultimi venti anni organizzata dal critico Isaml Duddera. Sarà possibile prenotare una camera dall’11 marzo, giorno dell’inaugurazione, direttamente dal sito ufficiale di Banksy

Come ribadito, Banksy elabora le sue opere con l’intento di lanciare un messaggio. In questo caso ha voluto far sapere a tutti che anche in una zona come quella sormontata dal “muro della vergogna” (come spesso è stato definito) è possibile costruirci qualcosa e far sì che questo qualcosa possa crescere, ma allo stesso tempo tutto ciò non è possibile se esisterà ancora quel muro al di là delle finestre a farla da padrone.

Alessandro Canonico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *