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L’ALTRO HIPHOP

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Il mondo va velocissimo e l’arte lo assorbe. Oggi parlare di arte è difficile, provare a definirla ancora di più. A partire dalla 2ª metà del 900 Rauschenberg, come Jasper Johns, rivoluzionarono l’arte, trasformandola in un concetto. Non si trattava più solo di un dipinto o di una scultura, ma di entrambe, talvolta unite.

A partire da questa operazione pare che l’uomo abbia iniziato a capire che sperimentare è giusto così come unire più mondi, creando magari qualcosa di PIU’ bello.

L’arte contemporanea ormai si è resa conto che le etichette è meglio lasciarle ai vestiti, l’arte è arte e non ha bisogno di definizioni. La musica, lo ha capito? L’italia, lo ha capito? 
Concentriamoci sulla musica hiphop e quindi sulla scena rap. Concentriamoci su artisti internazionali come Raury, Drake, Childish Gambino o Anderson Paak, loro fanno hiphop? Si, ma anche no, loro fanno musica  e basta. 
L’influenza della cultura hiphop c’è ed è forte; potremmo paragonare l’hiphop ad un fiore, un fiore dal quale infinite api (artisti) hanno preso il polline andando ad impollinare altri fiori (altri generi musicali). Ormai è così, ogni genere musicale ha mille sfumature, sta a te poi scegliere quale apprezzare.
A fare da spartiacque tra l’hiphop canonico e l’altro hiphop di cui parliamo è, ad esempio, l’autotune. 
Cos’è l’autotune? Un software nato per manipolare l’audio, insomma un effetto vocale; criticato da molti. Strano poi criticarlo, quando uno dei pezzi storici di questa cultura utilizza un effetto vocale proprio nell’intro, Planet Rock di Africa Bambataa, per non parlare di California Love di Tupac.
La musica nel 2017, ha completato un processo di assimilazione di queste tecniche, ma c’è chi stenta a capirlo. Tutto è partito nel 2000 con T Pain prima e Kanye West poi. La voce è uno strumento e con l’autotune lo è ancora di più  (date un occhiata a questo video di Vox, clicca qui, 8 minuti circa). Uscendo fuori dal rap ci sono esempi di musica ben fatta con questo effetto vocale, Bon Iver, Frank Ocean, James Blake, gente che canta bene anche nel bar sotto casa ed a cui un software audio è solo un plus.
Abbiamo parlato di rap, ma ciò accade anche nel Soul o nell’ R&B per esempio, nel 2015 è uscito Trap Soul di Bryson Tiller un album che ha un po’ tutto, un album che è trapsoul. Ovviamente non è il solo e ci riferiamo a Tory Lanez, 6Lack (si legge Black). 
Tutto ciò accade anche in Italia, ma pare che non lo si voglia accettare, tanti artisti hiphop sperimentano nuove sonorità, vedi Laïoung, vedi Coco, vedi Mecna.
Non è un evento degli ultimi anni, già in passato artisti come Erykah Badu o D’angelo, in America, o i Sottotono, in Italia, erano legati all’hiphop senza fare rap classico, forse proprio con loro è nato ”l’altro hiphop”.

Tutto viene influenzato da tutto, l’importante è avere i concetti, poi se un tipo di melodia non piace nessuno ti obbliga ad ascoltarla, tanto meno a criticarla.


Dan Carrano 

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