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SPOTTED: GIACOMO CARMAGNOLA – GLITCH BEAUTY

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‘Spotted!” è la nostra rubrica mensile in cui individuiamo i personaggi più eclettici e interessanti del nostro tempo che meritano di essere seguiti.


Artwork by: Stefano Kermit

Giacomo Carmagnola è un ragazzo classe ’92 nato e cresciuto a Montebelluna, un piccolo comune in provincia di Treviso, ora studia comunicazione e grafica multimediale all’università di Venezia. Si è ritagliato il proprio spazio nel mondo dell’arte (digitale) diventando a poco a poco uno dei più interessanti artisti appartenenti alla categoria della Glitch Art.

Prima di approfondire maggiormente l’arte di Giacomo però, è giusto spiegare brevemente che cosa è la Glitch Art. Per glitch si intende esattamente un errore, l’arte glitch è quel tipo di arte che fa dell’errore grafico dell’immagine la sua componente principale di bellezza, si attua tramite la modifica dei codici grafici di programmazione che danno vita a vere e proprie distorsioni capaci di distruggere, in parte, l’immagine e il prodotto finito sarà l’equivalente di una versione errata e sfigurata della stessa.

Giacomo è stato da sempre appassionato di questo tipo di arte iniziando quasi per gioco sfruttando le possibilità che noi, appartenenti alla generazione digitale, abbiamo grazie ad Internet. Per la creazione dei suoi lavori procede selezionando le immagini da Google, successivamente utilizza un programma di creazione tramite il linguaggio di programmazione di app, giochi, animazioni, immagini e tanto altro chiamato Processing, che gli serve per creare l’effetto frammentato che si nota nei suoi prodotti, dopodiché utilizza Photoshop per la post-produzione quindi, infine, la creazione di immagini in formato digitale e in versione stampabile.

Nella sua arte ci sono zero concetti filosofici o di altro tipo, nella sua produzione si affida totalmente al suo istinto e a quello che la sua testa produce nel momento in cui deve creare. Ciò che si percepisce osservando le sue opere è un senso di inquietudine misto ad angoscia, questo deriva essenzialmente dalla sua passione per i video gore e il suo background culturale fatto di film e libri horror. Tutto ciò è espresso, ad esempio, nella sua serie chiamata “Velied Ledies” una collezione di foto di suore e donne velate del primo ‘900. Nonostante il senso di inquietudine e di angoscia siano la sua matrice principale, i lavori di Giacomo arrivano a toccare anche temi sociali, come la serie “Riots” che vede come protagoniste immagini di rivolte e scontri tra polizia e civili.

Giacomo corrode i volti dei suoi soggetti, distrugge e frammenta gli elementi che compongono l’immagine snaturando completamente l’essenza principale della stessa. Confonde chi la guarda inducendolo a sua volta a compiere un errore: quello di guardala nello stesso modo in cui guarderebbe un’immagine normale per poi trasportarlo in una dimensione nuova, la sua dimensione, fatta di cascate di pixel colorati dove i soggetti non sono più i soggetti reali ma una loro trasposizione sfigurata dove perdono i loro canoni naturali di bellezza per acquistarne un nuovo tipo, più semplice di quanto sembri e allo stesso tempo esageratamente più profonda.

   

Alessandro Canonico

Appassionato di street art e musica elettronica, amante di Napoli e del Napoli.

Scrivo per dare voce alla cultura.

Alessandro Canonico

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