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L’IDENTITÀ DI BANKSY

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La notizia del giorno, che ha bruscamente scosso il mondo della street art, è sicuramente questa: pare che il trentunenne giornalista investigativo scozzese, Craig Williams, abbia, una volta per tutte, scoperto quale sia la reale identità dello street artist più famoso al mondo, e non è una persona qualunque, bensì Robert Del Naja fondatore dei Massive Attack.

La teoria del giornalista si basa effettivamente su delle coincidenze. Williams ha abilmente incrociato date e luoghi dei tour della band con le apparizioni di nuove opere di Banksy notando che si distanziavano solo di poco tempo. Ad esempio nel 2010 i Massive Attack si sono esibiti per due sere, 25 e 27 Aprile, a San Francisco e pochi giorni dopo, il 1 Maggio, sempre a San Francisco, è saltata fuori una nuova opera dello street artist oppure una settimana prima che la band suonasse a Toronto apparvero nuovi murales di Banksy proprio nella città canadese, di queste coincidenze ce ne sono altre ed è possibile approfondire leggendo questo articolo del Daily Mail. Come detto possono essere solamente coincidenze ma se a ciò si aggiunge il fatto che la band sia originaria di Bristol, città natale di Banksy, che entrambi sono iniziati a diventare famosi nello stesso momento, fine anni 90, e che lo stesso Del Naja, oltre ad aver da sempre sostenuto di essere amico stretto dello street artist, avesse un celebre passato da graffitaro negli anni ’80 guarda caso proprio a Bristol, tutto ciò ci induce a pensare che tuttavia non sono solo delle semplici coincidenze ma reali verità. Un’altra supposizione riguarda il fatto che probabilmente Banksy non sia una persona ma un gruppo di street artist guidato da Robert “3D” Del Naja.

La teoria di Craig Williams quindi, non è completamente campata in aria e solo pensare che il frontman di una delle band più famose al mondo è allo stesso tempo lo street artist più influente del mondo fa venire i brividi e ha dell’assurdo nonché dell’incredibile. La caccia all’identità di Banksy non è di certo iniziata ora, già nel 2008 e successivamente nel marzo scorso si pensava fosse un certo Robin Gunningham (ne parlammo qui). Tuttavia quello che dovrebbe realmente interessare è ciò che fa Banksy con la sua arte, scoprire la sua identità è superficiale, è un di più che gli appassionati potrebbero e dovrebbero farne a meno, è fondamentalmente un intrigo su cui farci un film quando tutto questo finirà, nel mentre è giusto godersi il viaggio artistico dell’artista che ha già compiuto e che, si spera, continuerà ancora.

 Alessandro Canonico 

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