ArteSPOTTEDStreetart

SPOTTED: ODEITH

Posted on in Arte · SPOTTED · Streetart

”Spotted!” è la nostra nuova rubrica mensile in cui individuiamo i personaggi più eclettici e interessanti del nostro tempo che meritano di essere seguiti.

Negli ultimi appuntamenti di Spotted ci siamo inoltrati negli affascinanti mondi della moda e della musica, vi abbiamo raccontato dell’eclettico Gosha Rubchinskiy che ha conquistato il mondo dello streetwear, di Piet Parra e del suo essere un artista a 360° e di Yakamoto Kotzuga l’astro nascente dell’elettronica Italiana. Questa volta però, ci addentriamo nel rude e altrettanto affascinante mondo del graffitismo e dell’arte di strada raccontandovi di uno dei re dei graffiti tridimensionali: Sérgio Odeith.  


Odeith nasce a Damaia, Portogallo nel 1976. Già in tenera età, agli inizi degli anni ’80, inizia a maneggiare le sue prime bombolette spray ma è dagli anni ’90 che comincia pian piano la sua ascesa nel mondo del graffitismo. A 15 anni lascia la scuola per andare a lavorare in una fabbrica di mobili, Odeith quindi non ha mai studiato arte in realtà e fondamentalmente è impossibile pensare che qualcuno, senza un minimo di formazione come lui, sia in grado di dare vita a veri e propri capolavori attraverso tecniche che di semplice hanno ben poco. Eppure è così, e questo potrebbe bastare per farci capire quanto talento abbia l’artista portoghese. Dal 1995 ha iniziato a dipingere e da quel momento non si è fermato più, è partito, come tutti, con il dipingere muri di periferia e vagoni dei treni ma già dal ’97, grazie alla sua voglia di dipingere cose sempre più grandi, passa alle grandi facciate, parallelamente nel 1999 ha aperto uno studio di tatuaggi chiuso poi nel 2008. C’è una storia anche dietro il suo nome. Il suo primo pezzo fu la scritta “Hate” ma dopo un po’ pensò che probabilmente nel mondo c’è molta gente, non solo writers, che scrive hate su un muro, e allora iniziò a scrivere “Eyth” ma dopo 8 anni, non contento, pretendeva qualcosa di ancora diverso che suonasse in modo altrettanto diverso, più portoghese. E allora: in portoghese I hate you è odeio-te che pronunciandolo diventa odeith ed il gioco è fatto, ha mantenuto il vecchio “Eyth” che ora però suona più portoghese.

Da sempre interessato all’uso particolare di ombre, linee e prospettiva Odeith predilige con maestria l’uso della tecnica 3D, dal 2005 poi si specializza nella tecnica dell’anamorfismo, diventandone uno dei pionieri. Questa tecnica si sviluppa dipingendo su più superfici, ad esempio dalla parete al pavimento o passando da una superficie all’altra attraverso l’angolo di 90° che unisce i due muri, producendo un’ illusione ottica che permette di vedere l’opera solo da un determinato punto di vista. Con l’unione delle due tecniche l’artista portoghese crea murales molto suggestivi che in un certo senso sembrano staccarsi dalla parete su cui sono stati dipinti prendendo, in tutti i sensi, vita. Odeith è, ad oggi, uno degli artisti più riconosciuti al mondo non solo per l’uso della tecnica dell’anamorfismo ma anche per aver lavorato per aziende come Coca-Cola, Samsung, per il Benfica e lo Sporting Lisbona e tante altre. 

Di seguito una selezione delle sue opere create con la tecnica dell’anamorfismo.
  Alessandro Canonico

Appassionato di street art e musica elettronica, amante di Napoli e del Napoli.

Scrivo per dare voce alla cultura.

Alessandro Canonico

Article published by

Appassionato di street art e musica elettronica, amante di Napoli e del Napoli. Scrivo per dare voce alla cultura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *