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LA STREET ART A NAPOLI, UN TRENO IN CORSA CHE NON SI FERMA

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Napoli è una città ricca d’arte, e di street art, ormai lo sanno anche i muri. 
La città partenopea ha sempre ispirato grandi artisti, forse per l’atmosfera insolita che si respira.
Si pensi a Banksy, che non a caso ha scelto Napoli per le sue opere. 

” La street art sta a Napoli come la pizza sta a Napoli, come il caffè, come il mare, il sole, il Vesuvio e il mandolino come il Napoli e Zio Pino stanno a Napoli e Banksy lo ha capito, prima di noi stessi cittadini. ” (Perché Banksy ha scelto Napoli?, clicca qui per approfondire).

Ma perché la street art sta a Napoli ? 
Molti sono i fattori che caratterizzano l’arte urbana facendola distinguere da altre città. Le mura di Napoli hanno un segno particolare e una storia lunga, sono di tufo e dalla superficie al sottosuolo in varie fasi storiche hanno protetto i napoletaniMai come a Napoli le strade raccontano storie che bisogna saper ascoltare. 
La caratteristica che più differenzia Napoli dalle altre città, è insomma il rapporto tra cittadino e città, un rapporto formatosi e fortificatosi negli anni, e il tufo, che da un attitudine speciale alle opere.
I napoletani vivono la città, e ne fanno di essa un membro della famiglia, da proteggere ed aiutare. Un esempio è il plexiglas posto da un cittadino comune su La Madonna con la Pistola per evitare eventuali atti vandalici; certo non è la soluzione migliore per preservare l’unica opera di Banksy in Italia, ma resta un gesto positivo, da apprezzare.

Grazie alla street art varie zone di Napoli stanno respirando aria nuova, la città tutta sta respirando aria nuova. Davanti ad opere come quella di Jorit a Forcella non si può che gioire, a pochi mesi di distanza dalla sua realizzazione il murale è diventato un santino gigante, alla portati di tutti. Un santino gigante al quale aggrapparsi; a pochi passi da lì c’è una sede dell’Università L’Orientale e molti sono gli studenti che in ansia si aggrappano al murale-santino. Nel Parco Merola (dove siamo stati più volte) i bambini resi partecipi in vari modi nelle realizzazioni dei murales ritengono quelle mura loro, parte della famiglia, come accaduto anche nei Quartieri Spagnoli grazie al lavoro di Cyop & Kaf

“Se vogliamo ridefinire e riformare la società, bisogna tenere a mente quest’idea – ossia, che ogni opera deriva dall’arte – perchè inciderà anche sulle questioni economiche, toccando i diritti umani e legali” ( Joseph Beuys – Cos’è L’Arte )


Con gli anni (in particolare negli ultimi) a Napoli sono nate varie zone di street art, dei veri a propri musei all’aperto in cui perdersi. Si, perdersi è il modo migliore per poter apprezzare la street art a Napoli, soprattutto nel centro storico, ogni vicolo è un museo.  Bisogna tenere gli occhi ben aperti però, sulle mura il caos è tanto, ma tra tag e manifesti strappati di ogni genere è possibile trovare il segno di CRL, Tatami, Exit/Enter, Naf-MK, CletDiego Miedo, Alicè, Cyop & Kaf, Wallie, Bosoletti, Ema Jons, Zilda, Jamesboy, e altri. 
Il ritmo caotico dell’arte per le strade della città è, per alcuni, un difetto, ma d’altronde come può una metropoli caotica come Napoli avere mura ”ordinate”? L’arte rispecchia la società!  
Andando oltre il centro storico le zone dove poter ammirare la street art non sono poche, chi segue il blog lo sa, spesso scriviamo delle singole opere che nascono nei vari quartieri della nostra città, dai Quartieri Spagnoli a Materdei, dal Parco Merola di Ponticelli alla Sanità (ne abbiamo anche parlato più nel dettaglio pochi giorni fa con il fiscoedintorni.com).

” O sapunar ten a Giotto e nun o sap ”

Così recita un verso di Odissea, brano de La Famiglia; oggi o sapunar ha anche Banksy. 
La consapevolezza (unita alla protezione e alla valorizzazione) delle quantità artistiche presenti sul nostro territorio può far fare il salto di qualità alla città; solo con la consapevolezza Napoli può diventare una capitale di street art. È un processo lungo, ma qualcosa sta cambiando. Bisogna ringraziare anche l’amministrazione, chi come INWARD ha scommesso su Ponticelli, i vari progetti che hanno puntato sull’arte per ridare vita alle strade. Qualcosa sta cambiando, basti pensare ai tour organizzati da Naples Paint Stories ed Econote o a alla mappa interattiva sulle opere presenti in città (clicca qui). C’è chi inizia ad essere consapevole delle potenzialità di Napoli e per questo la street art a Napoli è un treno in corsa che non si ferma, la società ha accettato l’arte urbana ed ha capito che un muro colorato regala emozioni ed è meglio (oltre che più figo) di un muro vuoto. 


Parco Merola (foto di Dan Carrano)
Exit/Enter (foto di Dan Carrano)
Clet (foto di Dan Carrano) 
Wallie (foto di Dan Carrano)
Alicè (foto di Dan Carrano)
Zilda (foto di Dan Carrano)
Banksy (foto di Dan Carrano)
” ogni vicolo è un museo” (foto di Dan Carrano) 
Jamesboy (foto di Dan Carrano) 
Tatami (foto di Dan Carrano)
Bosoletti (foto di Dan Carrano)
Diego Miedo (foto di Dan Carrano)
Naf-MK (foto di Dan Carrano) 
QS, Cyop & Kaf (Foto di Roberto Cuomo)
Blu (foto di Dan Carrano)
CRL (foto di Dan Carrano)



Dan Carrano

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