MusicaSPOTTED

SPOTTED: YAKAMOTO KOTZUGA

Posted on in Musica · SPOTTED

”Spotted!” è la nostra nuova rubrica mensile in cui individuiamo i personaggi più eclettici e interessanti del nostro tempo che meritano di essere seguiti.

Artwork by: Stefano Kermit

Giovane, spensierato, un po’ malinconico ma molto bravo e capace. Questo è in sostanza Giacomo Mazzucato, il protagonista di questo nuovo appuntamento di Spotted.

Giacomo è un giovane producer nato a Venezia. Dal 2013, anno del suo esordio, si fa chiamare Yakamoto Kotzuga che non è altro che il suo nome scritto in giapponese. La sua musica è caratterizzata dall’uso della chitarra e prevalentemente dall’elettronica che gli permette di dare vita a sonorità molto ambient con quel tocco di malinconia affiancata da una giusta dose di nostalgia (ciò caratterizza soprattutto le sue prime pubblicazioni) che rende il tutto più suggestivo e onirico.

Yakamoto, come già detto, esordisce nel 2013, precisamente a maggio, pubblicando per Bad Panda Records l’EP Rooms Of Emptiness. Qui c’è tutto il primo Kotzuga, completamente onirico e spensierato. L’EP è un continuo sali e scendi nel mondo dei sogni, il tutto parte dal continuo crescendo di emozioni di The Snacke Around My Neck che ci accompagna all’inizio di questo viaggio fino ad arrivare alle sensazioni più pacate di Hiren, complice anche l’uso della chitarra, che vengono completamente spazzate via dal caos di Waldeinsamkeit per poi approdare di nuovo nella tranquillità di Wet Dreams.

Il secondo EP è Lost Keys & Stolen Kisses, pubblicato nell’ottobre dello stesso anno per Higlife Recordings. In questo EP c’è una prevalenza di beat più ritmati e coinvolgenti che hanno pieno sfogo in About Me e Feel You e un uso di vocals maggiore, soprattutto nella title track. In To Be With You, invece, si ritorna a sonorità che si avvicinano alla matrice ambient che caratterizza Yakamoto e, chi più e chi meno, tutti i suoi lavori. Sempre nel 2013, questa volta a novembre, pubblica il singolo Your Smell, usato anche da Vogue come colonna sonora per un reportage per la fashion week di Parigi di quell’anno. Nel giugno 2014 pubblica un altro singolo All These Things I Used To Have, ma è a marzo 2015 che fa il botto. Pubblica per la label italiana La Tempesta, il suo primo album dal titolo: Usually Nowhere. Un disco che si allontana stilisticamente dalle precedenti pubblicazioni ma che allo stesso tempo ne è, emotivamente e sentimentalmente, legato in quanto quelle malinconiche, spensierate e oniriche situazioni prodotte e raccontate nei precedenti EP nelle quali si rifugiava, vengono spazzate via e affrontate. Il titolo è indicativo e riassume in due parole tutto il senso dell’album. Usually e Nowhere, messe insieme, diventano il marchio di fabbrica dei giovani che stanno attraversando un momento della loro vita in cui si trovano confusi in una realtà complicata e difficile da affrontare, ma che devono per forza superare per crescere e maturare. Lo stesso Yakamoto in alcune interviste ha dichiarato di aver passato un periodo buio durante tutta la stesura dell’album e ciò lo ha influenzato notevolmente. Ecco quindi un disco con tinte prevalentemente dark da ascoltare da soli chiusi nella propria stanza insieme alle proprie turbe giovanili. Non è di certo un disco da club o da ascoltare mentre si cammina per strada con le cuffiette nelle orecchie, ogni pezzo sembra non avere una propria linea guida, sembrano tutti portarti in una certa dimensione per poi, ad un certo punto, distoglierti completamente trasportandoti da tutt’altra parte, come i giovani e i loro pensieri, le loro debolezze che sono usually nowhere, appunto.

Oltre ai vari EP, ai singoli e all’album d’esordio durante questi anni il giovane producer e musicista ha collezionato anche collaborazioni con due volti noti della scena rap italiana, ha infatti prodotto Non Spegnermi di Ghemon presente nel mixtape Aspetta Un Minuto e 31/08 di Mecna che fa parte dell’album Laska.

Per noi c’è stata anche la possibilità di poter assistere ad un suo live al Frequency di Pomigliano, Venerdì 18 Marzo; atmosfera bellissima, un live in cui il livello dei suo brani non è calato, ma è aumentato. Vi consigliamo, quindi, di non perdervelo se “capita” dalle vostre parti e di iniziare ad ascoltarlo, se non lo avete fatto già. 
Yakamoto Kotzuga durante il live al Freqency di Pomigliano.
Foto di: Daniele Carrano Instagram: @dancarrano47


Alessandro Canonico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *