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LA STREET ART NON È ARTE PRIVATA! BLU CANCELLA LE SUE OPERE A BOLOGNA.

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Tutto è cominciato settimane fa, quando l’istituzione culturale Genus Bononiae sostenuta dalla fondazione bancaria e presieduta da Fabio Roversi Monaco, ex rettore dell’Università di Bologna, ha dato il via al deturpamento delle più belle e importanti opere di street art presenti sui muri di Bologna, un’operazione di saccheggiamento vero e proprio che servirà per allestire una mostra di street art che sarà inaugurata il prossimo 17 Marzo a Palazzo Pepoli che ha come tema la street art, appunto, ed è proprio questo che ha suscitato l’indignazione di tutti gli appassionati e degli stessi artisti in quanto la street art, essendo arte di strada, ha come principio fondamentale quello di essere alla portata di tutti, senza la necessità di pagare un biglietto per ammirarla, ma anche quello di essere soggetta all’inevitabile usura del tempo. Rinchiuderla tra quattro mura di un antico palazzo, privatizzandola, cancellerebbe tutto ciò e la street art perderebbe tutta la sua naturale bellezza, un’opera fatta su un muro è tutt’uno col muro stesso, è come spostare un animale dal suo habitat naturale. Tra gli artisti saccheggiati ovviamente c’è anche Blu, che ha fatto di Bologna la culla della sua arte per 20 anni e da dove è partito per arrivare poi alla ribalta diventando quello che tutti ormai sanno, lo street artist italiano più riconosciuto al mondo. Ebbene è proprio Blu che ha preso la posizione più univoca e pesante di tutti riguardo questa vicenda. Nella notte tra l’11 e il 12 Marzo, aiutato dagli occupanti dei centri sociali XM24 e Crash e armato di rullo e vernice grigia, ha cancellato gli ultimi murales visibili sui muri delle vie bolognesi, cancellando a sua volta 20 anni di arte che hanno reso Bologna un importante punto di riferimento della street art in Italia.

Questo gesto si lega allo stesso gesto compiuto da Blu a Berlino un po’ di tempo fa, entrambi hanno in comune la stessa motivazione, andare contro la privatizzazione della street art. Purtroppo non è la prima volta che le istituzioni Bolognesi occupano il ruolo di protagonista negativo in fatto di street art, poco meno di un mesetto fa la street artist Alicé è stata condannata a pagare 800 euro di multa dal tribunale di Bologna per aver “imbrattato” alcuni muri (ve ne parlammo qui). Tutto questo ci porta a pensare che, chi la cultura dovrebbe preservarla, fa esattamente tutto il contrario, magari pure non rendendosene conto, però quel che è fatto è fatto e quello che sta succedendo a Bologna è l’ennesima prova dell’ignoranza e dell’incompetenza delle istituzioni che non hanno capito che l’arte di strada attira molta più gente di quanto possono immaginare e può essere un importante punto alla base del risanamento del territorio e del turismo in generale, non hanno ben capito cosa significa Street Art, nonostante il nome stesso lo dica. 


Non è possibile pensare di rendere esclusiva per pochi un qualcosa che nasce per tutti, ed è per questo che bisogna appoggiare completamente l’azione di Blu ed essere solidali con chiunque si senta ora privato di ciò che prima era suo. 


Foto presa dalla pagina FB Bolognina Basement
Blu a Bologna



Alessandro Canonico 

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