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SPOTTED: GOSHA RUBCHINSKIY

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”Spotted!” è la nostra nuova rubrica mensile in cui individuiamo i personaggi più eclettici e interessanti del nostro tempo che meritano di essere seguiti.

Artwork by: Stefano Kermit


Basta un poco di passione per la cultura della sua terra (la Russia), uno spiccato interesse per le subculture giovanili, quelle in particolare riguardanti lo skate e la techno russa degli anni 90 e una buona dose di bravura nel fare il fotografo e il videomaker, quando richiesto. È dalla mescolanza di tutti questi ingredienti che nasce il protagonista del primo appuntamento della nostra nuova rubrica SpottedStiamo parlando del fotografo, videomaker e fashion designer moscovita Gosha Rubchinskiy.

Gosha, come è facile intuire, nasce a Mosca, dove ancora oggi vive e ci lavora, a differenza di molti che preferiscono “emigrare” in quelle che potremmo definire come le principali capitali del fashion world, quali Londra, Milano, Parigi etc. Questo è un elemento molto importante per comprendere i suoi lavori, sia nel campo della moda sia in quello fotografico, in quanto sono tutti caratterizzati da fattori che rimandano alla cultura dell’est, in generale, ad esempio i modelli scelti da lui sono tutti giovani e con tratti somatici tipici dell’Europa orientale, e a quella russa, in particolare, soprattutto per quanto riguarda la sua ultima collezione: “1984” dove è chiaro il riferimento principale alla vecchia Unione Sovietica e all’omonimo libro di Orwell.

Detto questo iniziamo col dirvi che Gosha è conosciuto ai più come fotografo e videomaker, ancor prima che come fashion designer, anche se ora queste due carriere, sostanzialmente, viaggiano parallele. Da parte sua può vantarsi di molti lavori di successo in questo campo, che comprendono sia collaborazioni che lavori completamente personali. Nel secondo caso, recentemente, ha pubblicato un libro intitolato “Youth Hotel”, una raccolta di foto che riprende, dal punto di vista dei soggetti, dei temi e dei paesaggi, la collezione “1984” quindi, giovani dell’est come modelli, riferimenti all’Unione Sovietica e in più, foto di edifici e monumenti ispirati all’architettura sovietica. La parola Hotel non è intesa con il significato comune ma, come stesso lui ha dichiarato, è una metafora della youth culture alla quale puoi appartenere ma che, prima o poi, dovrai lasciare. Ed è la stessa cultura che lui annovera e dalla quale trae continua ispirazione. Il libro, due giorni dopo la sua pubblicazione, ha subito registrato il sold out. Antecedente a “Youth Hotel” ha pubblicato un altro libro, che ha riscosso anch’esso molto successo, sold out in soli 3 giorni, intitolato “Crimea/Kids”. 80 pagine che attraversano la sua ammirazione per i giovani russi e i loro modi di ribellarsi attraverso lo skateboarding e i graffiti. Un’altra sua importante pubblicazione è “From Russia with love” dove sono presenti i soliti temi ispirati alla youth culture russa e allo skateboard e in più, affronta il tema dei diritti dei gay. Da qui si evince un’altra sua particolarità, cioè quella di essere un’artista che non si preoccupa del giudizio altrui affrontando anche argomenti che possono rivelarsi scomodi, come quello dei diritti dei gay appunto che, in Russia più che in altre parti del mondo, è da trattare con le pinze e con le dovute precauzioni. Questi lavori appartengo ad un arco temporale che va dal 2014 a fine 2015 ma il suo lavoro, forse più importante, appartiene all’anno 2012 ed è il libro intitolato “TRANSFIGURATION Book”. TRANSFIGURATION è un progetto ideato dallo stesso Gosha che ha previsto la riapertura, dopo 300 anni, di un ampio spazio situato sull’isola artificiale New Holland appartenente a San Pietroburgo, nella quale sono stati ospitati molti eventi come live show e competizioni di skate. Il libro è una raccolta di foto dei ragazzi che hanno partecipato agli eventi e dei paesaggi dell’isola. Per quanto riguarda le collaborazioni ha lavorato con Notre, una boutique di Chicago, e Naked Gallery per la creazione di uno skate video (che potete vedere qui) dove gli skater (Justis Walton e BibbyBombshell) si esibiscono con addosso alcuni pezzi della collezione F/W 2015 dello stesso Gosha. La collaborazione di maggior rilievo però, è quella con Supreme. Il fotografo e fashion designer russo, infatti, ha curato la parte fotografica dell’editoriale di GRIND Magazine in occasione delle collezioni F/W del 2013, 2014 e 2015 del brand streetwear per eccellenza e, nel caso della collezione del 2013, ha anche ideato un video di presentazione che potete vedere qui.


Foto del libro “Youth Hotel”
Nel campo della moda, invece, fa la sua irruzione nel 2008 riscuotendo da subito un grande successo, andando contro anche, le sue stesse pretese e aspettative. Stesso lui ha dichiarato che tutto è iniziato quasi per gioco, poi sono arrivati alcuni inviti a partecipare ad alcune fashion week come Cycles and Seasonsa Mosca dove ha lanciato la sua seconda collezione, e poi a Londra per la sua terza collezione, e così via, fino ad arrivare alla sua ultima collezione la S/S 2016 intitolata “1984” che, probabilmente, è quella di maggior successo. Anche in questo caso ha alternato collezioni personali a collaborazioni di grande successo. Tra le collezioni personali più rilevanti c’è da segnalare la S/S 2014 in collaborazione con l’artista Ucraino Igor Okuniev. Un omaggio alla youth culture post-sovietica, allo skateboarding e,inoltre, è un omaggio alla scena punk russa degli anni 80. A questo proposito Rubchinskiy si è fatto ideare dal DJ Zhit Vredno un mix che ricalcasse lo spirito della collezione, da usare come sottofondo in occasione del suo primo showroom a Parigi. Questo mix (che potete ascoltare qui) comprende sonorità appartenenti al mondo della cultura rave anni 90 mischiate con hip-hop e musica elettronica tipica della Mosca underground anni 90. Le altre collezioni da segnalare sono la F/W 2015 e la sopracitata S/S 20161984” entrambe caratterizzate da un riferimento alle subculture giovanili e alla vecchia Unione Sovietica con prevalenza di colori rosso, bianco e blu (quelli della bandiera Russa in pratica). Con un ulteriore riferimento, allo sportswear nel caso della collezione “1984” e al movimento paninaro, tipico degli anni 80 in Italia, e al partito Nazional Bolscevico nato in russia negli anni 90 nato per mano di Eduard Limonov, nel caso della F/W del 2015 (Potete vedere il video della sfilata della S/S 2016 qui). A livello di collaborazioni nel campo della moda Rubchinskiy ha siglato quella con Reebokmessa in scena durante la sfilata per la collezione F/W 2016 ma, di maggior rilievo, è quella con Vans. La collaborazione va avanti ormai da inizio 2014, anno in cui, in occasione della S/S 2014, ha ideato una rivisitazione delle Old Skool. Una rivisitazione che ha previsto la prevalenza del colore nero e suola in gomma, i lacci anche sono di colore nero, con l’aggiunta di piccoli dettagli bianchi. La tomaia è in pelle alternata al camoscio del tallone e della punta. In seguito, ad inizio 2015, ha prodotto una seconda rivisitazione delle Old Skool, questa volta a tinte bianche con una sottile striscia blu come contorno della suola. Questa Old Skool si lega, inoltre, alla doppia rivisitazione delle Slip-On presentate con suola bianca e una stampa particolare (sia nera che rossa) sulla punta e dietro al tallone. Nello stesso anno ha presentato le sue Sk8-Hi interpretando a modo suo la suola classica americana con cuciture che rimandano alla collezione S/S 2016. Legate a queste scarpe Rubchinskiy ha pubblicato, inoltre, un video dove alcuni giovani skater indossano le sue Sk8-Hi che potete vedere qui. L’ultimo lavoro di Gosha X Vans, invece, riguarda un’interpretazione delle Vans classiche in quattro colorazioni differenti (bianco, nero, rosa e azzurro) con suola nera predefinita e, in più, dietro al tallone c’è il suo nome scritto in cirillico. Infine, ha rilevato che per la prossima collezione si allontanerà dal mondo dello skate e dello streetwear in generale, per creare abiti da uomo, semplici e minimali.

S/S 2016 “1984”
Insomma, Gosha Rubchinskiy è un’artista a tutti gli effetti, caratterizzato da un elevato eclettismo che lo contraddistingue in tutto ciò che fa e che gli ha assicurato tutto il (meritato) successo acquisito in pochi anni. È proprio per questo che vi invitiamo a seguirlo e a tenerlo d’occhio per non farvi sfuggire nulla.  



Alessandro Canonico

Appassionato di street art e musica elettronica, amante di Napoli e del Napoli.

Scrivo per dare voce alla cultura.

Alessandro Canonico

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