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BANKSY DICE LA SUA SULL’IMMIGRAZIONE

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Il 2015 sta per concludersi. È stato un anno ricco di eventi storici, un anno in cui la migrazione dal medio-oriente è stata al centro delle notizie di tutti i media. Proprio di questo fenomeno si interessa Banksy, nel suo ultimo lavoro.
Nel campo profughi di Calais, in Francia, lo street artist inglese ha rappresentato la fuga di un migrante siriano, non di uno qualsiasi ma di Steve Jobs. Figura emblematica e perfetta per ribaltare i luoghi comuni e farci riflettere sulla ricchezza che i migranti possono apportano ad un paese. Il co-fondatore di Apple è infatti figlio di un migrante Siriano che giunse negli Stati Uniti  da Homs.

“Siamo inclini a pensare che l’immigrazione rappresenti un danno per le risorse di un Paese e invece Steve Jobs era il figlio di un migrante siriano. Apple paga circa 7 miliardi di dollari all’anno di tasse ed esiste unicamente perché l’America ha accolto un giovane uomo da Homs” queste le parole dell’artista in un comunicato stampa. 

”Un figlio di migrante proveniente dalla Siria”.

Dan Carrano

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