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IL PREGIUDIZIO CHE UCCIDE L’ARTE

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A Milano, poche ore fa, un gruppo di volontari decide di scendere in strada e ripulire i muri e le strade della propria città, che cosa bella starete pensando. Anche nella nostra Napoli c’è chi scende per strada e ripulisce la città; ed è giusto che sia così, la città appartiene a tutti e bisogna curarla e trattarla bene. I volontari milanesi però sono inciampati nella loro ignoranza, ripulendo un murales di Pao, realizzato nel 2001 con il consenso degli abitanti del luogo. Il murales situato in via Cesarino ora non c’è più, ma per fortuna l’assessore Maran ha contattato l’artista e si è scusasti dell’incidente propendendo all’artista di rifare il murales e quindi di riportare il sorriso sui muri e sul volto dei bambini che giocano nella piazza.

Questo dovrebbe fare ragionare sulla sottile differenza che esiste tra vandalismo e arte urbana. Una tag scritta su un muro, o su altro, è senza dubbio vandalismo, ma bisogna entrare nel particolare e capire il motivo della tag, al di la delle tag tutto ciò che riguarda i murales, gli  stencil, i poster sono vere e proprie espressioni artistiche.
Oltre ad analizzare il limite bisognerebbe anche restaurare i murales, quello di Pao a Milano era del 2001 e logicamente aveva perso colore, dando ottime scusanti ai volontari di coprirlo con della pittura, quindi perché non restaurare anche questo genere di opere d’arte?

  

 Potete seguire i lavori dello streetartist sulla sua pagina Facebook o  su http://www.paopao.it/

Daniele Carrano

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