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FRANCESCO BONGIORNI: GIOVANE, TALENTUOSO E ITALIANO

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Giovane, talentuoso, illustratore freelance vive, lavora ed è abbastanza riconosciuto all’estero, questo è per sommi capi Francesco Bongiorni. Noi lo abbiamo contattato e gli abbiamo fatto un paio di domande, alle quali ha gentilmente risposto, per sapere di più su di lui e su cosa fa precisamente.

Innanzitutto parlami un pò di te, chi sei e cosa fai nella vita?
Mi chiamo Francesco Bongiorni, ho trent’anni e sono un illustratore freelance.

Chi o cosa, ti ha ispirato ad intraprendere questo percorso?
Ho sempre avuto una fortissima passione per il disegno. Ricordo che all’asilo per me disegnare equivaleva a giocare. Mi raccontavo e vivevo delle storie riportandole sulla carta. Quella passione è diventata materia di studio. Ho fatto tutta la trafila: dal liceo artistico all’accademia di belle arti passando per la litografia e per la street art (anche se quest’ultima praticata solo marginalmente).
Lo scopo che mi motivava durante la mia formazione è lo stesso che mi spinge ora: crescere e coltivare il mio stile ed il mio modo di esprimermi attraverso le immagini.Esplorare le strade che ho trovato e cercarne di nuove continuamente.

Cosa cerchi di trasmettere attraverso le tue creazioni?
Il mio lavoro consiste nel dare un’interpretazione visuale ad un concetto. Nella maggior parte dei casi mi viene fornito un brief o un articolo, ed il mio ruolo è quello di dare forma in maniera metaforica ad un significato. Ho capito che le illustrazioni che realizzo sono solo un tramite: vivono per recapitare un messaggio. L’immagine è il modo più veloce di trasportare un’idea e quanto più riporta il concetto in modo emotivo, tanto più colpisce l’osservatore. Cerco di dotare le mie immagini di qualcosa che possa emozionare:calore e vibrazione.

All’estero vivi lavori e sei anche abbastanza riconosciuto, ma sei Italiano quindi fai parte di quella cerchia, diventata ormai troppo grande, di giovani talentuosi che emigrano in cerca di fortuna. Come ti senti a far parte di questo gruppo?
Ho lasciato l’Italia quasi otto anni fa per trasferirmi a Madrid e da allora non ho mai smesso di viaggiare. Inizialmente vivere all’estero non è per nulla semplice perché ti vengono a mancare gli equilibri e gli elementi a cui sei abituato. Ma mettersi in gioco è sempre un investimento. Credo che il mio lavoro sia stato molto influenzato dalle esperienze vissute e mi piace quando trovo nei miei lavori dei frammenti delle culture o dei luoghi visitati.

Sai dare una spiegazione al perché in Italia non sei ancora abbastanza considerato visto, soprattutto, il tuo talento?
Quando ho lasciato l’Italia ero solo agli inizi della mia carriera ed il mio lavoro era ancora in uno stato embrionale. Il mio obiettivo era quello di lavorare per il mercato americano pertanto tutti i miei sforzi sono andati in quella direzione dal principio della mia esperienza lavorativa.

Fondamentalmente sei un artista, in quanto tale, cosa ne pensi del fenomeno street-art e che rapporto hai con essa? Chi sono i tuoi street artist preferiti?
Apprezzo molto la street art nelle sue forme più genuine. Mi piacciono molto Deedee Cheriel e i gruppi “Canemorto” e “Street Against”.

Queste alcune delle sue creazioni che a noi sono piaciute di più, prese dal suo sito ufficiale, molti dei suoi disegni sono destinati alle copertine di alcuni di più illustri giornali mondiali come The New York Times, The Guardian o anche riviste come Panorama.

Alessandro Canonico.
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